La Commissione Medica del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma ha riconosciuto ufficialmente il nesso di causalità tra il vaccino anti-SARS-CoV-2 AstraZeneca e un grave danno oculare permanente subito da un docente residente a Caserta. Un caso che riapre il dibattito sugli eventi avversi rari ma gravi legati alla vaccinazione con vettore adenovirale. La Commissione ha accertato all’unanimità che la trombosi della vena centrale della retina all’occhio sinistro, insorta il giorno successivo alla seconda dose di AstraZeneca, è direttamente collegata alla vaccinazione. L’esito è devastante: ipovisus grave e permanente con visus residuo 1/10 non migliorabile con lenti, atrofia ottica e severa depressione del campo visivo. La diagnosi medico-legale ufficiale recita: «Esiti di trombosi della vena centrale retinica OS con visus residuo 1/10 non migliorabile con lenti». La menomazione permanente dell’integrità psicofisica è stata ascritta alla Settima Categoria della Tabella A allegata al D.P.R. 30 dicembre 1981, n. 834, con il conseguente riconoscimento del diritto ai benefici previsti dall’art. 1 comma 6 della Legge 210/92, come richiesto dall’Azienda Sanitaria Locale di Caserta. Il docente aveva presentato domanda nel marzo 2023, documentando attraverso esami oculistici, OCT, fluoroangiografia e PEV l’insorgenza della patologia immediatamente dopo la vaccinazione, in assenza di altri fattori di rischio classici. Le parole dell’uomo, provato da anni di battaglie burocratiche e mediche, sono cariche di sollievo e amarezza: «Dopo anni di battaglie e visite mediche, finalmente la verità è stata riconosciuta: il danno che mi ha compromesso per sempre la vista all’occhio sinistro è conseguenza diretta del vaccino AstraZeneca. Ringrazio la Commissione per aver valutato con rigore scientifico la mia documentazione. Spero che questo verbale sia di aiuto anche ad altri che, come me, hanno visto la propria vita cambiata per sempre dopo la vaccinazione». A seguire l’intero procedimento è stato l’avvocato Antimo Buonamano, dello Studio Legale BFI Buonamano-Fusco-Izzo di Cellole, che commenta con soddisfazione il risultato ottenuto: «Questo riconoscimento da parte della Commissione del Dipartimento Militare di Medicina Legale rappresenta un risultato di fondamentale importanza. Abbiamo dimostrato, con una documentazione clinica completa e inequivocabile, il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e la trombosi della vena centrale retinica, in totale assenza di fattori di rischio preesistenti. La pronuncia unanime della Commissione conferma quanto già emerso in letteratura scientifica internazionale sui vaccini adenovirali e sui meccanismi di VITT. Ora procederemo speditamente per ottenere l’indennizzo e i benefici previsti dalla Legge 210/92, tutelando pienamente i diritti del mio assistito e di tutti coloro che hanno subito analoghi eventi avversi». Il caso riportato allo studio legale BFI, conferma quanto già documentato in letteratura scientifica internazionale sui vaccini adenovirali in relazione alla VITT, la Vaccine Induced Thrombotic Thrombocytopenia, riconosciuta da EMA e AIFA come evento avverso raro ma grave.



