Il Tribunale civile di Frosinone ha emesso una sentenza che riconosce il danno alla reputazione di Fabio Cagnazzo, ex ufficiale dei carabinieri originario di Aversa, il cui nome è stato collegato negativamente alla celebre vicenda dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato nel 2010. Al centro della condanna vi sono cinque servizi trasmessi nel 2020 dalla trasmissione “Le Iene”, ritenuti diffamatori per il modo in cui hanno trattato la figura di Cagnazzo. Il giudice Luigi Petraccone ha analizzato la struttura narrativa dei servizi, sottolineando come non sia solo una frase specifica a risultare diffamatoria, ma l’intera rappresentazione del caso. Le correlazioni e il montaggio sono stati elementi chiave che, secondo la sentenza, hanno indotto nel pubblico un giudizio negativo e indebito nei confronti dell’ex ufficiale. Soddisfazione è stata espressa dai legali di Cagnazzo, che hanno sottolineato l’importanza del pronunciamento, pur ricordando come nessuna somma potrà riparare i danni subiti. L’avvocato Antonio Mosca, che ha seguito il caso, ha evidenziato che nessun risarcimento restituirà a Cagnazzo quanto ha perduto. La sentenza però non chiude la vicenda. Uno dei legali dei Vassallo, Antonio Ingroia, ha già manifestato l’intenzione di impugnare la sentenza, sostenendo che i familiari di una vittima hanno il diritto di esprimere opinioni sulle indagini condotte, soprattutto se basate su fatti concreti. Anche Giulio Golia ha ribadito di aver operato con correttezza, difendendo la propria attività giornalistica. Il pronunciamento si colloca in un contesto legale complesso, il caso Vassallo continua infatti a essere oggetto di indagine, con una causa civile in corso parallela all’inchiesta penale. La posizione di Cagnazzo nell’ambito delle indagini è attualmente archiviata, ma un ricorso del pm di Salerno è previsto per novembre. La vicenda, carica di emozioni e implicazioni legali, resta sotto l’occhio del pubblico e della giustizia, con sviluppi attesi nei prossimi mesi.

AVERSA/FROSINONE – Diffamazione, condannati i fratelli Vassallo e Giulio Golia: Fabio Cagnazzo, l’ex ufficiale originario di Aversa, ottiene ragione in tribunale
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