Il cimitero comunale di Maddaloni si prepara ad accogliere una procedura delicata, quella della riesumazione di Matteo Carfora, il diciassettenne morto precipitando dal terzo piano nell’aprile dello scorso anno. A riportare la vicenda al centro delle indagini è stato un episodio finora rimasto sullo sfondo, una violenta lite che aveva coinvolto il ragazzo davanti a un bar della città il 6 aprile 2025, soltanto tre giorni prima della tragedia. Gli inquirenti hanno ora acquisito tutte le immagini delle telecamere della zona per capire dove si fosse effettivamente diretto Matteo con la sua bici elettrica in quelle ore, e per risalire a targa e identità del conducente di una Fiat 500 vista aggirarsi nei paraggi. Chi conosceva bene il ragazzo non aveva mai creduto alla pista del gesto volontario, e a non arrendersi mai è stato soprattutto il fratello Domenico, che ha trasformato un dolore enorme in un percorso ostinato verso la verità, bussando alla memoria di amici e conoscenti e tornando più volte nei luoghi cari a Matteo. Accanto a lui, sin dai primi giorni, gli avvocati Francesco Liguori, legale del padre del ragazzo, e Sergio Pisani, che segue Domenico. Dopo la decisione del giudice, il fratello ha scritto parole che uniscono sollievo e promessa: “Matteo, sarà fatta giustizia. Dopo mesi ci siamo riusciti, ti prometto che la tua luce vivrà per sempre. Non ci fermeremo perché Matteo era un ragazzo solare, non faceva male a una mosca“. Un impegno portato avanti per mesi quasi in silenzio, che oggi trova finalmente riscontro nelle aule giudiziarie. La comunità di Maddaloni aspetta ora di conoscere cosa sia realmente accaduto quel pomeriggio di aprile, mentre resta da fissare la data in cui si procederà alla riesumazione della salma.

MADDALONI – Riesumazione per Matteo Carfora, le indagini puntano su una lite avvenuta tre giorni prima della tragedia
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