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SESSA AURUNCA – Nuovi sportelli nelle frazioni, la conferma di un Comune ancora lontano dalla svolta smart

1 mese fa

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Confesso che quando ho letto la notizia dei nuovi sportelli nelle frazioni di Sessa Aurunca, il primo pensiero è stato di tenerezza, il secondo di amarezza. Perché in fondo questa storia racconta bene chi siamo, un territorio che vuole bene alla sua gente ma che continua a inciampare nello stesso passo, quello che scambia la vicinanza fisica per modernità. E invece non è così, o almeno non basta. Chi come me gira da anni le frazioni, chi ha ascoltato mille volte un anziano lamentarsi di dover prendere l’auto o chiedere un passaggio solo per un certificato, sa bene quanto sia vero e sentito il bisogno che questa scelta prova a colmare. Non è retorica, è vita reale, fatta di persone che non hanno mai avuto uno smartphone tra le mani e per le quali uno sportello vicino casa è un sollievo, non un dettaglio amministrativo. Per questo non me la sento di liquidare l’iniziativa come sbagliata, sarebbe ingiusto verso chi quei problemi li vive ogni giorno sulla propria pelle. Ma proprio perché voglio bene a questo territorio, non posso fingere di non vedere il rischio che si nasconde dietro un gesto pur lodevole. Mentre altrove l’Italia corre verso lo SPID, la CIE, il PagoPA, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, qui si continua a pensare che la soluzione sia posizionare un’altra scrivania, un altro sportello, un’altra fila da fare. È come se avessimo paura del futuro, o forse semplicemente non ce lo stessimo raccontando abbastanza. Oggi un certificato di nascita, di residenza, di cittadinanza si scarica da casa in pochi minuti, gratis, senza code e senza il peso di doversi organizzare per uscire. Continuare a puntare solo su nuovi uffici fisici significa, con tutto l’affetto possibile, guardare indietro invece che avanti. E allora mi chiedo, e lo chiedo a chi amministra questa città, perché non trasformare quelle stesse sedi nelle frazioni in qualcosa di più grande di un semplice sportello. Perché non farne un luogo dove un figlio, un nipote, un volontario possa sedersi accanto a un anziano e insegnargli, con pazienza, a fare da solo quella pratica che oggi lo costringe a chiedere aiuto agli altri. Sarebbe questo, per me, il vero gesto d’amore verso le nostre frazioni, non sostituirsi ai cittadini ma renderli più liberi. Non è una scelta tra vicinanza e digitale, è la possibilità di tenerle insieme, di usare la prima per costruire la seconda. Sessa Aurunca ha ancora il tempo per farlo, per non restare uno di quei Comuni che si accontentano di tagliare un nastro. Perché la vera innovazione non si misura contando quanti sportelli si inaugurano con tanto di nastro e forbici, ma valutando quanti cittadini riescono finalmente a farne a meno.

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