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Pignataro Maggiore, i primi cento giorni dell’amministrazione Cuccaro

1 mese fa

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Sono passati i primi cento giorni dall’insediamento dell’amministrazione Cuccaro a Pignataro Maggiore. Pochi per fare un bilancio, abbastanza per capire che aria tira e che metodo ha la nuova amministrazione.Una cosa va detta: la volontà di cambiare passo rispetto al passato c’è stata. A volte si è manifestata in modo disordinato, senza ancora una linea precisa e organica, ma l’accelerazione si è vista. E anche la voglia di segnare una discontinuità. Poi c’è un altro dato politico. La nuova amministrazione ha goduto finora di un clima particolarmente favorevole. Cose che fino a un anno fa venivano contestate con forza, che diventavano battaglie su Facebook e al bar, oggi passano inosservate. Vengono giudicate con un altro metro. Non fanno più rumore.Prendiamo una cosa banale: le zanzare. Ogni estate erano un tormento, post su post, lamentele, ed era pure un tema politico. Quest’anno ci sono? Eccome se ci sono. Sono le stesse di sempre, fastidiose uguale. Solo che adesso, per molti, sembrano essere diventate quasi una piacevole compagnia delle belle serate estive. La battuta serve a dire una cosa seria. Il consenso di cui gode oggi la nuova amministrazione è legato anche alle aspettative personali che una parte dei cittadini ripone nella maggioranza guidata da Cuccaro. Aspettative legittime, per carità, ma che non sempre coincidono con l’interesse generale. È un capitale importante. Proprio per questo andrebbe speso bene, trasformando questo consenso in capacità di governo e in risultati a beneficio di tutti, non soltanto di qualcuno. C’è però anche un aspetto positivo che va riconosciuto. Almeno su alcuni fronti, l’amministrazione non fa finta che i problemi non esistano. Il decoro urbano, la pulizia delle strade, gli spazi pubblici quasi abbandonati vengono riconosciuti per quello che sono: problemi veri, da affrontare. È un cambio di approccio ed è un fatto positivo. Così come è positivo il lavoro del volontariato che in questi mesi ha dato una mano su alcune situazioni, secondo quel principio di sussidiarietà orizzontale, e ha fatto vedere che c’è gente che ci tiene al proprio paese. Il volontariato può affiancare l’amministrazione, ma non può sostituirsi all’amministrazione. Può intervenire, collaborare, dare una mano dove serve. Non può però essere chiamato a colmare stabilmente le carenze dei servizi pubblici.La pulizia delle strade, la cura del territorio e il decoro urbano restano responsabilità dell’amministrazione e hanno bisogno di organizzazione, risorse e continuità. Il volontario può pulire una strada oggi. Non può essere la soluzione per la pulizia delle strade tutto l’anno. È una distinzione importante, perché altrimenti il rischio è quello di trasformare una bella disponibilità civica in un modo per supplire a ciò che dovrebbe essere garantito dall’ente pubblico. Ed è nei prossimi mesi che capiremo se il cambio di paradigma diventerà davvero una politica amministrativa seria.Sarebbe ingiusto giudicare una consiliatura sulla base di cento giorni. Gran parte del lavoro è ancora sulla carta, in fase di programmazione. E i tempi della politica non sono mai quelli che i cittadini si aspettano. Nei prossimi mesi, però, ci saranno questioni sulle quali non basteranno le intenzioni. Tra queste c’è sicuramente la Tari e, più in generale, il peso delle tasse comunali, che a Pignataro Maggiore resta molto alto. Sarà anche su questo terreno che l’amministrazione dovrà dimostrare concretamente se il cambio di passo annunciato è in grado di tradursi in scelte capaci di alleggerire il peso che oggi grava sulle famiglie. Cento giorni servono a capire il metodo, non ancora a dare i voti. L’amministrazione Cuccaro si giocherà tutto nei prossimi mesi, sulla capacità di trasformare annunci e intenzioni in fatti concreti, che si vedono. Di uscire dalla propaganda elettorale per entrare nella fase delle soluzioni, delle risposte concrete da dare ai cittadini. Ma c’è un altro dato, forse il più preoccupante di questi cento giorni: l’opposizione. È rimasta ai margini. Non si è proprio vista. Non pervenuta. Ed è un problema. Perché in democrazia una maggioranza può governare bene o male, fare scelte giuste o sbagliate. Ma ha bisogno di qualcuno che la controlli, che la incalzi, che faccia domande e la costringa a spiegare le proprie decisioni. Anche a correggersi, quando serve.Un’opposizione che non si vede non fa un favore a chi governa. Anzi, lo lascia solo. E soprattutto lascia la comunità senza una parte fondamentale del confronto. I primi cento giorni ci dicono questo: un’amministrazione che ha provato a cambiare passo, che almeno ha iniziato a chiamare i problemi con il loro nome e che ora deve dimostrare di avere una direzione e gli strumenti per seguirla. Il tempo per farlo c’è. Quello che manca è un confronto politico all’altezza di quello che Pignataro dovrà affrontare. E senza confronto, a perderci non è una parte. È il paese.

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