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CASTEL VOLTURNO – Esplorare il mondo con le proprie gambe: il “progetto autonomia” che insegna ai ragazzi a viaggiare soli

24 secondi fa
mtk

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Fin dal 2014 Castel Volturno ospita un’iniziativa che sta ridisegnando il rapporto tra i giovani e il territorio: un progetto pensato per permettere agli studenti delle scuole medie, e non solo, di affrontare escursioni in piena autonomia, senza genitori al seguito e senza la rete di sicurezza degli adulti. Solo ragazzi, mezzi pubblici e la voglia di scoprire. Tutto è cominciato quasi per scommessa. Roberto Verde, professore di ruolo e padre di famiglia prima ancora che pedagogo, ha iniziato a organizzare uscite didattiche per i propri alunni con una regola ferrea: niente auto private, niente pullman noleggati. Solo bus, treni e metropolitane. Le prime uscite erano rivolte ai compagni di classe dei suoi figli, il riscontro è stato immediato e travolgente, fino a trasformare quello che sembrava un esperimento in un appuntamento fisso, cadenza mensile, atteso e rivendicato dai ragazzi stessi. Col tempo il progetto si è allargato. Il raggio delle escursioni si è dilatato insieme alla fiducia guadagnata sul campo: dai mezzi locali si è passati ai treni regionali, poi all’Eurostar, infine, in via sperimentale, persino all’aereo. Una progressione che racconta non solo chilometri percorsi, ma una crescita reale nella capacità di orientarsi, pianificare, gestire l’imprevisto. In alcune occasioni le porte si sono aperte anche ai genitori, chiamati però a invertire i ruoli: non accompagnatori, ma ospiti dei propri figli in viaggio. Il contagio è stato naturale. Altri docenti hanno aderito alla causa, e da quella rete informale di entusiasmi è nata l’associazione di promozione sociale Progetto Autonomia APS, con un obiettivo dichiarato e senza fronzoli: dare ai ragazzi gli strumenti per muoversi nel mondo con testa e consapevolezza. A raccontare i risultati concreti sono i genitori, che osservano i propri figli cambiare sotto gli occhi. “Mia figlia ha partecipato a un’uscita a Roma per il Giubileo”, racconta uno di loro. “Una settimana dopo ha accompagnato me e mio marito negli stessi posti, districandosi tra treni, metro e bus con una sicurezza incredibile. Ha replicato perfettamente l’itinerario, trasformandosi da partecipante a guida esperta”. Un altro genitore sorride mentre ricorda: “Mia figlia rientra la sera stanca, dopo aver percorso a piedi anche 15 chilometri, ma è così entusiasta di ciò che ha visto che ripartirebbe il giorno dopo”. Il progetto ha saputo parlare anche il linguaggio dei ragazzi di oggi. Di recente è stato lanciato un jingle ufficiale che ha rapidamente conquistato i social: gli studenti si sfidano in coreografie originali, trasformando il senso di appartenenza al gruppo in qualcosa di visibile, condiviso e contagioso. Un modo per dire, a modo loro, che quel progetto è davvero loro.

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