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CASERTA: MINORE BLOCCATO IN TUNISIA: L’INTERVENTO DELLA POLIZIA RESTITUISCE I DOCUMENTI E PERMETTE IL RITORNO IN ITALIA

1 anno fa

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Un bambino di tre anni, di nazionalità tunisina, è stato recentemente protagonista di una vicenda che lo ha visto separato dalla madre e impossibilitato a tornare in Italia. La vicenda, riportata dall’ANSA, si è conclusa con un lieto fine grazie all’intervento della Polizia di Stato di Caserta e della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Amina, madre del piccolo e nata in Marocco, vive in Italia con il figlio e possiede regolare permesso di soggiorno. La famiglia aveva deciso di fare un viaggio in Tunisia per permettere al bambino di conoscere i nonni paterni, ma una volta arrivati, il padre ha sottratto i documenti del figlio, tra cui passaporto, codice fiscale, permesso di soggiorno e carta d’identità. Successivamente, l’uomo è tornato in Italia senza madre e figlio, creando una situazione di grave difficoltà per Amina, che non riusciva a far rientrare il bambino in Italia. Senza i documenti necessari e con il padre che cercava di convincere la moglie a lasciare il figlio in Tunisia, la donna ha contattato il suo avvocato, Gaetano Petrone. Il legale ha prontamente depositato una denuncia alla Procura di Santa Maria Capua Vetere e alle autorità italiane in Tunisia, segnalando anche minacce di morte ricevute dalla madre per cercare di forzarla a rimanere nel paese nordafricano. Il Tribunale Civile di Santa Maria Capua Vetere, attraverso l’avvocato civilista Emilia Cennami, ha emesso un’ordinanza di affidamento esclusivo del minore alla madre, ordinando la restituzione dei documenti sottratti ingiustamente. Intanto, la situazione veniva monitorata dalle forze dell’ordine italiane, e il padre del minore è stato bloccato all’aeroporto di Milano-Malpensa al suo ritorno in Italia, dove sono stati recuperati tutti i documenti del bambino. Il 5 febbraio, l’avvocato Petrone ha volato a Tunisi per restituire i documenti alla madre, che il giorno successivo è finalmente riuscita a tornare in Italia con il figlio, atterrando all’aeroporto di Fiumicino. Come ha commentato l’avvocato Petrone, questa vicenda rappresenta una delle tante storie di separazioni forzate di bambini dalle madri, in cui le normative internazionali non sempre garantiscono la protezione adeguata a chi desidera vivere con i propri figli nel paese di residenza.

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