Oggi: 03 Mag, 2026

Gran torneo dei quartieri cancellato: mentre il comune sogna tartufi e festival, Sessa perde la sua festa più vera

10 mesi fa

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Il Gran Torneo dei Quartieri, evento storico che univa i borghi e animava il centro di Sessa Aurunca, non si farà nel 2025. Nonostante l’incontro del 23 giugno, con Assessore al Turismo, Pro Loco e Csi, hanno partecipato solo 4 quartieri su 9. Chiara la decisione: senza numero minimo, edizione cancellata “con rammarico”, come recita il comunicato. Chi ha provato a far funzionare l’evento per anni lo sa: “Il quartiere non si organizza nel giro di 2 giorni”. Di certo una presa di coscienza. Ma i cittadini aggiungono con i commenti sui social: “Se la riunione la fate verso gennaio/febbraio, vedete che i giochi dei quartieri, verrebbero svolti ogni anno!”. Altri propongono di allargare il coinvolgimento: “Aprite il torneo a tutto il territorio comunale. Saranno lieti di partecipare”. Il problema, poi, è finale: quando mancano figure solide, tutto decade. “Gli ultimi 2 anni validi li ha fatti il sig. Librace… negli anni passati il sig. Michele Matano ha riunito per anni i quartieri… Venendo a mancare queste figure di fiducia, è difficile creare l’evento. La gente non si fida degli altri”. E la sorpresa? “Peccato… la manifestazione più storica”. “Povera sessa aurunca.” “Solo questo era rimasto…”. Questi solo alcuni dei commenti. Sul fronte politico, è in atto una svolta: l’amministrazione punta tutto su due azioni simboliche: sviluppo del tartufo di Sessa (difficile da coltivare, difficile da trovare) e il Visioni City Festival , di cui ancora non si capisce se sia un evento vero o solo un titolo altisonante. Nel frattempo, la festa più concreta, fatta di sport, rivalità amichevole, socialità, storia, si affloscia. Il Torneo vivacizzava il centro, creava spirito di comunità, univa generazioni. Senza una regia, venuta meno la fiducia e l’organizzazione, per il 2026 sarà una sfida ricostruire quel tessuto cittadino. Per farlo servono scelte diverse: programmi chiari, partecipazione anticipata, leadership locale e continuità. Strategia che non può limitarsi a “provare a far crescere il tartufo” o sperimentare un festival non definito. Serve una comunità viva, non il vuoto di iniziative spot.

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