
(Miriam Mercone) – Laddove la politica locale si è spesso dimostrata inadeguata nell’affrontare il disastro ambientale che da anni devasta la Terra dei Fuochi, il giornalismo militante continua a schierarsi in prima linea, adempiendo con ostinazione al dovere civile di raccontare ciò che accade nel silenzio delle istituzioni locali e nell’assenza di quelle nazionali.
Da anni, cronisti locali coraggiosi, determinati e instancabili restituiscono alla comunità il racconto di una terra martoriata, mantenendo viva la coscienza critica dei cittadini e impedendo che il torpore dell’abitudine soffochi l’indignazione.
Il servizio
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La notizia del grave incendio divampato mercoledì 9 luglio è rimbalzata sulle cronache nazionali grazie al servizio realizzato dai giornalisti di Report, Bernardo Iovene e Dario Parlapiano, accorsi sui luoghi del disastro. I due cronisti hanno inoltre documentato le conseguenze dell’ennesimo rogo tossico divampato ad Acerra: a distanza di giorni, il materiale bruciato continuava a sprigionare fumi velenosi. I due professionisti hanno messo a rischio la propria salute per tentare di individuare la natura dei rifiuti coinvolti nei roghi.
Le comunità dell’Agro Caleno non possono che accogliere con gratitudine il lavoro dei giornalisti del servizio pubblico che, con coraggio e responsabilità, si recano nei luoghi del disastro per raccontare da vicino ciò che accade sulle nostre terre. I cronisti del territorio continueranno a essere sentinelle e testimoni al servizio della cittadinanza, contribuendo tassello dopo tassello alla costruzione della memoria storica e collettiva delle nostre comunità.
La cittadinanza dell’Agro Caleno, ancora una volta, saprà organizzarsi, raccogliere le forze e proseguire la lunga tradizione di lotta ambientalista spontanea che ha segnato la sua storia recente.
La politica sarà finalmente all’altezza?

