Oggi: 03 Mag, 2026

Gergiev a Caserta, scintille tra Picierno e Tajani: “Ferita per l’Italia”, “Responsabilità della Regione”

10 mesi fa
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Si accende lo scontro istituzionale tra Roma e Bruxelles sull’atteso concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev, previsto per il 27 luglio alla Reggia di Caserta. L’invito al musicista, noto per la sua vicinanza al Cremlino e al presidente Vladimir Putin, ha innescato un acceso botta e risposta tra la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno (Pd) e il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia).Picierno ha definito l’evento “una ferita inaccettabile per la Campania e per l’Italia intera”, richiamando il Governo Meloni a “intervenire immediatamente per fermare quella che rischia di diventare una passerella culturale al servizio della propaganda russa”.L’appello della vicepresidente dell’Europarlamento si è concentrato su un punto essenziale: l’opportunità politica e morale di accogliere nel cuore di una delle dimore borboniche più iconiche d’Europa un artista che, secondo numerosi osservatori, rappresenta la voce culturale di un regime aggressore, in un momento storico segnato dalla perdurante guerra d’invasione in Ucraina.La replica di Tajani non si è fatta attendere. Da Bruxelles, dove era impegnato in una serie di incontri diplomatici, il ministro ha precisato che l’organizzazione del concerto non dipende in alcun modo dal Governo, ma è frutto di una iniziativa della Regione Campania, guidata da Vincenzo De Luca (Pd). “Valery Gergiev ha un passaporto olandese, può liberamente circolare nell’Unione europea. Se la Regione ha deciso di invitarlo, non compete al Ministero degli Esteri intervenire”, ha dichiarato il capo della Farnesina, rilanciando: “Picierno rivolga il suo appello a De Luca, non al Governo”.Una risposta che ha innescato una seconda ondata di polemiche. “Non puoi fare Ponzio Pilato”, ha ribattuto Picierno, accusando Tajani di “scaricare la responsabilità” su un’amministrazione locale senza assumere una posizione netta su ciò che rappresenta la presenza di Gergiev nel Paese.La polemica ha rapidamente oltrepassato i confini del confronto istituzionale, dividendo anche l’opinione pubblica e gli ambienti culturali. L’associazione Memorial Italia, in prima linea nella denuncia delle violazioni dei diritti umani in Russia, ha raccolto oltre 700 firme tra intellettuali, artisti e accademici per chiedere l’annullamento dell’evento. Secondo gli organizzatori della petizione, “la partecipazione di Gergiev rappresenterebbe una legittimazione implicita della politica imperiale di Mosca”.Il nodo politico è duplice: da un lato la difesa dell’autonomia delle istituzioni culturali e regionali, dall’altro la richiesta di una coerenza etica nel posizionamento dell’Italia sul fronte della guerra russo-ucraina. Non è la prima volta che il nome di Gergiev solleva tensioni: già nel 2022 fu rimosso da numerosi teatri europei per la sua mancata presa di distanza dall’invasione dell’Ucraina.In Campania, il presidente De Luca per ora non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma ambienti della Regione difendono la natura artistica dell’evento e la libertà culturale delle istituzioni coinvolte, negando qualsiasi intento politico.Intanto, il concerto resta confermato. Ma la tensione è palpabile, e nelle prossime ore potrebbero giungere nuove prese di posizione, anche da Palazzo Chigi. Sullo sfondo, resta una domanda chiave: può l’arte essere neutrale in tempo di guerra?

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