
Un furto a dir poco singolare ha colpito un agricoltore della zona, lungo la strada provinciale che collega la SS Appia a Cellole. Il coltivatore diretto, come tanti altri nel periodo estivo, aveva allestito un piccolo chiosco per la vendita di frutta fresca di stagione, coltivata nei propri campi. Ma al suo arrivo, nella mattinata di ieri, la scoperta amara: qualcuno aveva fatto sparire un intero contenitore di plastica, noto nel settore come bins, contenente ben cinque quintali di angurie. Il banchetto, come da abitudine, era stato coperto con dei teli di plastica per proteggere la frutta durante la notte, evitando di doverla trasportare ogni giorno avanti e indietro. Ma questa precauzione non è bastata a fermare i ladri, che approfittando del buio e dell’assenza di controlli hanno agito indisturbati. Non è il primo caso di questo genere nella zona. I piccoli produttori agricoli che scelgono di vendere direttamente lungo le strade si trovano sempre più spesso a dover fare i conti con episodi del genere. Un tempo si temevano solo i temporali Siamo arrivati proprio alla frutta, ora invece anche i malviventi fanno parte dei rischi del mestiere. Il furto non è solo un danno economico tra costi di produzione e mancati guadagni, ma è anche un duro colpo morale. In una società dove sembra che i valori dell’onestà siano sempre più rari, persino i cocomeri hanno assunto una rilevanza commerciale tale da renderli oggetto di furto. “Siamo arrivati proprio alla frutta”, commenta con amarezza il coltivatore. Un detto popolare che, in questo caso, assume un significato fin troppo letterale.



