
Più che un Consiglio Comunale aperto, quello andato in scena a Pastorano dopo l’ennesimo incendio – stavolta un mese fa, in un impianto di rifiuti che ha avvelenato l’aria per giorni – è sembrato un raduno di politici abituati alle passerelle. I cittadini? Pochi. Eppure, dopo tutte le proteste, le denunce, i post indignati sui social, ci si aspettava una massiccia partecipazione, ma evidentemente in tanti sono persuasi che per la tutela e la difesa dell’ ambiente e del territorio bastino post sui social, piuttosto che manifestazioni popolari.
Nel corso del dibattito si sono sentiti lunghi monologhi pieni di luoghi comuni e vuoti di idee e contenuti da parte di chi è più interessato alla propria bolla politica che all’ aria che respirano i cittadini.
Qualche spunto utile, certo, è emerso. Si è parlato tra l’altro di un possibile coordinamento tra i sindaci dell’Agro Caleno, per poter sfruttare il potenziale produttivo dell’ area industriale Volturno Nord, i cui fattori di localizzazione sono eccellenti, unica area industriale della provincia di Caserta non ancora completamente satura con aree green field per insediamenti produttivi e per insediare sul territorio filiere industriali a basso impatto ambientale.
La Regione, tempo fa, aveva approvato un documento che chiedeva alle Province di indicare dove non si potessero insediare industrie pericolose. La Provincia di Caserta e altre province campane hanno fatto finta di niente, come ha ricordato anche Gennaro Oliviero. Così le aree restano tutte “potenzialmente insediabili”, e guarda caso, quelle appetibili – come quella tra Capua e Sparanise – fanno gola soprattutto agli imprenditori della monnezza.
Intanto, gli incendi continuano. I miasmi restano. E la bonifica delle zone a rischio – come quella dell’ ex discarica di Cauciano a Pignataro o l’ex Pozzi non si eseguono nonostante previste nel piano regionale dei siti potenzialmente pericolosi per il territorio e per i cittadini.Le bonifiche porterebbero soldi,salute e sviluppo, ma serve una strategia sistemica non buoni propositi che si nutrono di sé e di ma,utili Ahimè a riempire le fosse di altra monnezza.
Anche stavolta il Consiglio Comunale aperto è servito a poco. È servito a parlare, a mostrarsi, a far girare qualche foto. Ma chi si aspettava decisioni vere, proposte operative, una presa di posizione chiara… è tornato a casa con la solita sensazione: quella di stare sempre sul bordo del baratro, a respirare fumo, mentre intorno tutti fanno finta di niente.


