
Esplode la protesta tra i commercianti del centro di Baia Domizia, sempre più esasperati da scelte amministrative giudicate insensate e dannose per il tessuto economico locale. Al centro della polemica c’è l’installazione, da parte del Comune di Sessa Aurunca, di alcune casette in legno destinate a ospitare un “pseudo mercatino” fino al 22 agosto. Quella che doveva essere una proposta di animazione turistica si è trasformata, secondo gli esercenti, in un colpo basso. Molti dei gestori delle casette vendono infatti prodotti alimentari, entrando in diretta concorrenza con le attività a posto fisso, già fortemente provate da una stagione deludente. “Durante la settimana Baia è quasi deserta – lamentano – solo il sabato e la domenica si salva qualcosa. E ora dobbiamo pure fare i conti con venditori temporanei che ci sottraggono clienti?”. Non è solo una questione economica, ma di metodo. “Baia Domizia non può essere gestita in modalità mordi e fuggi – denunciano gli operatori –. Occorre programmare, intuire, avere visione. Sono decenni che si parla, si scrive, si promette, ma i risultati sono sempre gli stessi: un lento e doloroso declino”. Nel mirino c’è l’amministrazione comunale di Sessa Aurunca, accusata di muoversi senza una strategia reale e con interventi che non tengono conto delle esigenze del territorio. “Come al solito, il Comune fa come Cimabue: fa una cosa e ne sbaglia due – dicono con amarezza –. Baia è una perla, ma ai cosiddetti ‘pezzi grossi’ sembra non interessare affatto”. Il sentimento comune tra gli operatori è quello di un’agonia vissuta in silenzio, un dolore trattenuto a lungo ma che rischia di esplodere. “Chi lavora qui ogni giorno sente di vivere su una bomba con la miccia spenta – concludono –. E se non si cambia rotta, quella miccia prima o poi si accenderà”. Purtroppo sono decenni che si parla bla bla bla della stessa cosa di concreto nulla.



