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Abusi nel settore del Sismabonus e Superbonus 110%: sequestro  crediti fiscali illegittimi per 17 milioni e mezzo di euro

9 mesi fa
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L’esito di una complessa attività investigativa condotta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta ha portato a misure cautelari significative, finalizzate a contrastare frodi legate ai benefici fiscali previsti per il Sismabonus e il Superbonus 110%. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha infatti emesso un decreto di sequestro preventivo, con effetto impeditivo, dei crediti d’imposta illecitamente generati da un imprenditore locale operante nel settore delle agevolazioni fiscali, per un importo complessivo pari a € 17.545.183,00. Successivamente, il GIP ha convalidato il decreto di sequestro d’urgenza, dando avvio alla confisca obbligatoria dei profitti illeciti derivanti dalla cessione (cd. “monetizzazione”) di crediti fiscali inesistenti. In particolare, la somma coinvolta nella transazione illecita è stata stimata in circa € 1.500.000,00. Questa operazione è il frutto di un’analisi approfondita che ha preso piede nelle indagini preliminari, accertando l’esistenza di una rete di imprenditori edili, professionisti e prestanome, a capo di un’organizzazione che ha falsificato la documentazione per far risultare il rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa fiscale per l’accesso alle agevolazioni del Sismabonus e Superbonus 110%. Il coinvolgimento di soggetti terzi di buona fede, ignari delle frodi in corso, ha contribuito a rendere ancora più complessa la truffa, soprattutto in relazione alla cessione dei crediti fiscali inesistenti a terzi, avvenuta a pagamento. L’operazione ha visto il primo decreto di sequestro essere confermato, senza modifiche, dalla Sezione per il Riesame del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente dalla Corte di Cassazione, consolidando la validità delle ipotesi investigative. Il provvedimento ha dunque permesso di mantenere il vincolo cautelare, impedendo che l’illecito profitto venisse ulteriormente utilizzato o trasferito. Questa indagine si inserisce in un contesto di controllo economico del territorio che la Procura e la Guardia di Finanza stanno portando avanti da tempo. Gli sviluppi dell’inchiesta sono ancora in corso, ma l’operazione ha già permesso di sequestrare significativi beni patrimoniali e di far emergere ulteriori dinamiche fraudolente che coinvolgono vari attori del settore edilizio e della consulenza fiscale.

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