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chiesetta di S. Stefano
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SESSA AURUNCA- Sono iniziati i lavori di smantellamento della chiesetta di Santo Stefano: diventerà un Polo Culturale, terminano 40 anni di storia

9 mesi fa
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Questa mattina sono iniziati ufficialmente i lavori di smantellamento della storica chiesetta di Santo Stefano, situata nel comparto delle Case Popolari, un luogo che per circa 40 anni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la comunità religiosa e sociale locale. La chiesa, che fu donata dalla Regione Friuli Venezia Giulia durante il periodo del terremoto del 1984, lascia un segno indelebile nella memoria collettiva, ma ora spazio a un ambizioso progetto di riqualificazione urbana e culturale. Il progetto, che coinvolge anche comuni di Castel Volturno, Mondragone, Cellole e Sessa Aurunca, ha come obiettivo la creazione di un Polo Culturale di grande respiro, che sarà realizzato grazie ai fondi Pingua di molti milioni di euro nell’ambito del piano denominato “Litorale-Domizio”. A gestire l’iniziativa sarà l’Acer (ex Iacp), proprietaria dei terreni su cui sorgeva la chiesetta, un intervento che si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione delle Case Popolari costruite nel 1982 e nel 2000, comprese quelle che si trovano nei pressi di via Raccomandata. La ristrutturazione prevede anche l’adeguamento a norme di sicurezza moderne, la valorizzazione dell’ecosostenibilità e la realizzazione di nuovi servizi integrati per migliorare la qualità della vita degli abitanti e l’attrattività dell’area. L’area sarà quindi dotata di strutture moderne, in linea con le esigenze ambientali e culturali contemporanee, per rendere il quartiere più vivibile e dinamico.

Un luogo di fede e comunità: la memoria di chi ha vissuto la chiesa

Dal 1984, anno in cui il terremoto ci privò della nostra amata chiesetta di Santo Stefano ai Cappuccini, questa struttura – pur non più a norma – ha rappresentato per circa 40 anni un punto di riferimento per il culto religioso, accogliendo sacramenti dal battesimo alle esequie“, ricorda con emozione uno degli abitanti storici della zona. La chiesa è stata infatti un pilastro della comunità, luogo di ritrovo spirituale, ma anche centro di coesione sociale per molte generazioni. Negli ultimi anni, la sede è stata animata dalla nascente Associazione Borgo Nuovo, un gruppo di giovani del territorio che ha saputo portare avanti iniziative di crescita, socialità e inclusività, creando momenti di incontro che hanno rafforzato il legame tra le varie generazioni. Queste attività, che hanno coinvolto anche le cosiddette “generazioni più mature”, sono riuscite a mantenere viva la storia e la cultura del borgo, arricchendo non solo i più giovani ma anche le famiglie che da decenni vivono in queste zone.

Il futuro della comunità

Non dimentichiamo la storia che questa chiesa rappresenta per noi. Ma guardiamo al futuro con spirito propositivo”, affermano gli abitanti con un misto di nostalgia e speranza. La fine di un’era segna l’inizio di un’altra: quella di un rinnovamento culturale e sociale che possa permettere alle future generazioni di custodire con orgoglio il proprio passato, proiettandosi verso un domani migliore. Nonostante il dispiacere per la perdita del simbolo religioso che ha accompagnato diverse fasi della vita quotidiana, la comunità guarda con speranza e determinazione alle nuove opportunità che il progetto offrirà. Concludono con una nota di malinconia coloro che per oltre 40 anni hanno vissuto fianco a fianco con la chiesa, testimoniando così la forza di una memoria che, pur evolvendosi, rimarrà indelebile nei cuori degli abitanti. “La storia resta viva nei nostri cuori”, è il pensiero che accomuna chi ha vissuto la chiesetta come un elemento essenziale della propria vita comunitaria.

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