
Negli ultimi anni si è registrato un sensibile aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini e delle Forze dell’Ordine riguardanti la presenza di schiume, mucillagini, colorazioni anomale e rifiuti galleggianti lungo le coste. A rispondere puntualmente a queste segnalazioni è l’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, (sul blog)che interviene con mezzi nautici e personale qualificato per monitorare e analizzare lo stato delle acque marine. ” È importante sottolineare che, nella maggior parte dei casi, non si tratta di episodi legati a inquinamento di origine antropica, ma di fenomeni naturali, spesso legati a condizioni climatiche e ambientali particolari. Alte temperature superficiali e scarso idrodinamismo ovvero una bassa movimentazione delle masse d’acqua – possono favorire la formazione e l’accumulo di sostanze come mucillagini e schiume. Questi eventi si concentrano tipicamente durante la stagione estiva, quando il sole e il caldo favoriscono la crescita del fitoplancton, l’insieme dei microrganismi vegetali che vivono in sospensione nell’acqua. Proprio il fitoplancton, insieme ad altri organismi marini microscopici, può contribuire alla formazione di scie schiumose che, spinte dalle correnti, si dispongono parallelamente alla riva nelle ore più calde del giorno. D’inverno, invece, a causa del minor irraggiamento solare e delle condizioni climatiche meno favorevoli, questi fenomeni tendono a scomparire. Nonostante la percezione visiva possa generare allarme tra i bagnanti, è utile ricordare che il mare è un ecosistema estremamente complesso, abitato in gran parte da organismi invisibili a occhio nudo. Guardare il mare con una maschera subacquea permette di osservare una parte affascinante di questo mondo sommerso, ma è solo con l’ausilio di un microscopio che si può davvero cogliere la straordinaria ricchezza della vita marina contenuta in una semplice goccia d’acqua. ARPAC continuerà a garantire il monitoraggio delle acque costiere per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente, ma è fondamentale sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva sul funzionamento degli ecosistemi marini, imparando a distinguere i veri segnali di inquinamento da fenomeni naturali che, pur se visivamente impattanti, non rappresentano una minaccia per la balneazione”.


