
La sanità locale sembra sempre più un sistema in disfacimento. Negli spazi dell’Asl di Sessa Aurunca dedicati alla continuità assistenziale e al 118, la scoperta di pulci e zecche non è un episodio isolato, ma il simbolo di una gestione incapace di garantire condizioni minime di igiene e sicurezza. Le attività sono state sospese, con trasferimenti d’urgenza in strutture non adeguate: una toppa su una falla che ormai è sistemica. L’ex guardia medica è stata spostata negli uffici amministrativi di via Ospedale, mentre il 118 è stato ridislocato vicino all’ospedale “San Rocco”. Soluzioni improvvisate, che evidenziano come la direzione sia più concentrata sulla gestione emergenziale che sulla programmazione reale dei servizi. Non va meglio altrove: il reparto di oncologia del “San Rocco” vive una situazione drammatica con soli due medici, alternati nei turni, rischiando di bloccare le cure ai pazienti. L’organico è sottodimensionato in quasi tutti i reparti, e le ferie estive diventano un fattore di rischio aggiuntivo. Le strutture, già fragili, vengono così lasciate a un lento degrado che si traduce in disservizio per l’utenza. La chiusura del “Punto nascita” aggiunge un altro capitolo di disastro: le famiglie sono costrette a spostamenti più lunghi e rischiosi, mentre i comitati locali, insieme a quelli di Piedimonte Matese e Sapri, chiedono a gran voce al Ministero della Salute un intervento urgente per la riapertura dei reparti e la rimodulazione delle convenzioni con i privati. Il quadro che emerge è quello di una sanità governata dall’improvvisazione, dove la cura dei cittadini viene sacrificata alle urgenze dell’ultimo minuto. Pulci, carenze di personale, reparti sotto organico e servizi trasferiti all’ultimo momento raccontano una gestione che non funziona. Per gli abitanti di Sessa Aurunca, il diritto alla salute rischia di restare solo sulla carta.


