Al Ruggi d’Aragona di Salerno, durante l’insediamento del nuovo direttore generale Ciro Verdoliva, è andata in scena una protesta piena di dolore. La madre di Cristina Pagliarulo, la 40enne di Giffoni Valle Piana morta lo scorso 6 marzo per cause al vaglio della Procura, ha gridato: “Mia figlia è stata condannata a morte in questo ospedale”.
Invece di mostrare comprensione, il governatore Vincenzo De Luca ha reagito con freddezza e nervosismo: “Non so assolutamente nulla. C’è una signora che sta gridando a vuoto. La buona educazione per molte persone è un optional”.
Parole che hanno ferito ancora di più, pronunciate davanti a una madre che non chiede altro che giustizia. Non un segno di solidarietà, non un gesto di umanità: solo distacco e fastidio.
A differenza del governatore, Verdoliva ha promesso ascolto e un’indagine interna: “Se ci saranno responsabili verranno puniti”.
Il comportamento di De Luca, invece, ha mostrato nervosismo e mancanza totale di tatto. Davanti alla morte di Cristina, la politica avrebbe dovuto chinare il capo e stringersi al dolore di una madre, non giudicarne le parole come un problema di “educazione”.
