
Nel cuore dell’area industriale di Marcianise, a due passi dai centri urbani e dai territori già segnati dalla pressione ambientale, sorge l’impianto della Ecopartenope S.r.l.. Una vicenda che, a partire dal 2018, ha visto alternarsi autorizzazioni, ricorsi, sospensioni e sentenze, in un intreccio dove la tutela ambientale si è spesso trovata in bilico tra diritto e realtà.
Tutto comincia il 23 luglio 2018, quando l’ARPAC effettua un sopralluogo all’impianto, segnalando varie irregolarità, tra cui la mancanza della SCIA antincendio e carenze nella gestione di rifiuti pericolosi. Solo pochi giorni dopo, anche i Vigili del Fuoco confermano le criticità. Il Comune di Marcianise, a quel punto, non resta fermo: con l’ordinanza n. 26 del 31 luglio 2018 dispone la sospensione immediata delle attività.

La società non si arrende e impugna l’ordinanza davanti al TAR Campania, sostenendo che molte delle prescrizioni erano già state soddisfatte o comunque in corso di risoluzione. La Regione Campania, intanto, diffida l’azienda e convoca la Conferenza dei Servizi, aprendo un braccio di ferro che si complica di settimana in settimana.
Nel giugno 2019 arriva la svolta: il TAR accoglie il ricorso di Ecopartenope, annullando l’ordinanza comunale. Il tribunale riconosce un eccesso di potere da parte del Comune e la volontà dell’azienda di adeguarsi alle prescrizioni. Poco dopo Ecopartenope ottiene l’Autorizzazione Integrata Ambientale, documento fondamentale per poter operare nel rispetto delle norme europee.

