
Un pomeriggio ordinario si è trasformato in una strage. Nell’area industriale di Marcianise, un’esplosione all’interno dell’azienda Ecopartenope, che si occupa di trattamento di oli esausti, ha tolto la vita a tre persone: Pasquale De Vita, 51 anni, titolare della ditta che aveva rilevato da pochi giorni; Ciro Minopoli, 65 anni, rappresentante per la sicurezza dei lavoratori; e Antonio Donadeo, 50 anni, operaio. Secondo le prime ricostruzioni, i tre erano impegnati in un intervento di manutenzione su un serbatoio quando una scintilla avrebbe innescato i vapori di gas accumulati, generando la deflagrazione. L’urto è stato devastante: i corpi sono stati scaraventati a diversi metri di distanza. Altri due dipendenti sono rimasti feriti e sono ora ricoverati in ospedale. Davanti ai cancelli dell’azienda, scene di dolore e disperazione: parenti, amici e colleghi hanno atteso notizie tra lacrime e urla. Sul posto vigili del fuoco, polizia e 118 hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l’area ed escludere ulteriori rischi. “È l’incidente più grave che la nostra città ricordi. Non è possibile che nel 2025 si muoia ancora così sul lavoro. È inaccettabile”, ha dichiarato il sindaco Antonio Trombetta, accorso insieme al vicesindaco Pasquale Salzillo. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’indagine per ricostruire con precisione le cause. Si indaga in particolare sul rispetto delle procedure di sicurezza, fondamentali in lavorazioni a rischio come quelle sugli oli esausti.



