Oggi: 03 Mag, 2026
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Pignataro Maggiore – La giunta dice no al nuovo impianto: ricorso al Presidente della Repubblica

8 mesi fa

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La giunta comunale di Pignataro Maggiore ha votato all’unanimità il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto n.94/2025, che autorizza la società Caivano Calcestruzzi Srl all’installazione di un impianto per il trattamento di 349mila tonnellate annue di rifiuti. La decisione è arrivata nella seduta del 19 settembre ed è stata definita dall’amministrazione un passaggio “necessario e non più rinviabile” per difendere il territorio.

Il Comune sottolinea come l’area sia già satura di insediamenti potenzialmente inquinanti. Un quadro aggravato dai recenti incendi negli impianti di Pastorano e Teano, che hanno messo in evidenza la fragilità dell’ecosistema locale. “Non possiamo sopportare ulteriori carichi ambientali e sanitari”, ha ribadito l’assessore all’Ambiente Concetta Pettrone, ricordando la sua contrarietà a “qualsiasi nuovo insediamento di industrie insalubri e impianti inquinanti sul territorio comunale”.

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Accanto al ricorso, l’assessore ha annunciato una serie di azioni mirate:

  • un esposto sull’impianto Enhanced Textile Economy Srl in via Appia, per chiedere verifiche agli enti competenti;
  • un atto di indirizzo per vietare su tutto il territorio comunale nuovi insediamenti industriali considerati pericolosi per l’ambiente e la salute;
  • il monitoraggio della ex discarica comunale in località Cauciano, oggetto di un piano di caratterizzazione ambientale;
  • l’attenzione costante sul progetto di impianto di biometano, sempre in località Cauciano, al momento sospeso per irregolarità segnalate dall’ufficio tecnico comunale.

“Le strade da percorrere sono molteplici – ha spiegato Pettrone – ma la via che seguiamo è quella istituzionale, legale e trasparente. Non consentirò strumentalizzazioni. Continuerò a battermi con determinazione perché Pignataro merita uno sviluppo fondato sulla sostenibilità, sull’agricoltura di qualità, sul turismo ambientale e sull’economia circolare, senza sacrificare la salute dei cittadini”.

Il ricorso contro il decreto autorizzativo segna quindi un punto fermo: il Comune di Pignataro Maggiore si prepara a sfidare davanti al Presidente della Repubblica una scelta che giudica incompatibile con il territorio e con il futuro dell’Agro Caleno.

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