
La giunta comunale di Pignataro Maggiore ha votato all’unanimità il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto n.94/2025, che autorizza la società Caivano Calcestruzzi Srl all’installazione di un impianto per il trattamento di 349mila tonnellate annue di rifiuti. La decisione è arrivata nella seduta del 19 settembre ed è stata definita dall’amministrazione un passaggio “necessario e non più rinviabile” per difendere il territorio.
Il Comune sottolinea come l’area sia già satura di insediamenti potenzialmente inquinanti. Un quadro aggravato dai recenti incendi negli impianti di Pastorano e Teano, che hanno messo in evidenza la fragilità dell’ecosistema locale. “Non possiamo sopportare ulteriori carichi ambientali e sanitari”, ha ribadito l’assessore all’Ambiente Concetta Pettrone, ricordando la sua contrarietà a “qualsiasi nuovo insediamento di industrie insalubri e impianti inquinanti sul territorio comunale”.

Accanto al ricorso, l’assessore ha annunciato una serie di azioni mirate:
- un esposto sull’impianto Enhanced Textile Economy Srl in via Appia, per chiedere verifiche agli enti competenti;
- un atto di indirizzo per vietare su tutto il territorio comunale nuovi insediamenti industriali considerati pericolosi per l’ambiente e la salute;
- il monitoraggio della ex discarica comunale in località Cauciano, oggetto di un piano di caratterizzazione ambientale;
- l’attenzione costante sul progetto di impianto di biometano, sempre in località Cauciano, al momento sospeso per irregolarità segnalate dall’ufficio tecnico comunale.
“Le strade da percorrere sono molteplici – ha spiegato Pettrone – ma la via che seguiamo è quella istituzionale, legale e trasparente. Non consentirò strumentalizzazioni. Continuerò a battermi con determinazione perché Pignataro merita uno sviluppo fondato sulla sostenibilità, sull’agricoltura di qualità, sul turismo ambientale e sull’economia circolare, senza sacrificare la salute dei cittadini”.
Il ricorso contro il decreto autorizzativo segna quindi un punto fermo: il Comune di Pignataro Maggiore si prepara a sfidare davanti al Presidente della Repubblica una scelta che giudica incompatibile con il territorio e con il futuro dell’Agro Caleno.


