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Oliviero e De Luca
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La sceneggiata della “prima pietra”: l’insulto al popolo sessano

4 mesi fa
mtk

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Dal San Rocco abbandonato al Policlinico fantasma, l’ennesima passerella elettorale di De Luca e Oliviero

E poi dite che sono io a criticare. Ma ditemi: come faccio a stare zitta davanti a questa ennesima sceneggiata? Martedì De Luca torna a Sessa, il suo “Molise”, con Oliviero al fianco, a due mesi dal voto, per posare una “prima pietra”. Davvero credono che il popolo sessano sia ingenuo? Anche se i lavori partissero domani, che senso avrebbe questa cerimonia? Vogliono farci credere che tirano fuori i soldi di tasca loro e che ci regalano un ospedale per bontà d’animo? Non è così, e lo sanno tutti. Quei soldi sono del Pnrr: hanno scelto Sessa come sede, bene, ma non è roba loro, non è un favore, non è un regalo. Intanto il San Rocco muore, e questa è la verità che nessuno può cancellare. Non ci sono medici, non ci sono infermieri, non ci sono OSS, i reparti sono stati smantellati e il punto nascita è stato chiuso costringendo le famiglie ad andare altrove per far nascere i propri figli. È come un povero che non ha i soldi per mangiare e decide di andare in vacanza a Sharm el-Sheikh: una follia, una contraddizione che offende l’intelligenza di chi vive queste difficoltà ogni giorno. E non parliamo solo del San Rocco, perché tutto l’Alto Casertano è allo stremo, con strutture vecchie, dispositivi medici logori e da sostituire, personale ridotto all’osso. È un insulto non solo al popolo sessano, ma a due categorie che spesso coincidono e che dovrebbero essere rispettate: gli elettori e la popolazione sanitaria, quella che lavora tra mille sacrifici negli ospedali e quella che ogni giorno deve curarsi in condizioni sempre più precarie. E poi c’è Caserta, con il Policlinico che da decenni resta incompiuto, un cantiere immobile circondato da strisce di plastica rosse e bianche. Al primo mandato De Luca prometteva di finirlo “in poco tempo”, e invece è ancora lì, simbolo di un fallimento che offende un’intera provincia. Nel frattempo, da quando è uscita la notizia di questa “prima pietra”, i social sono esplosi: rabbia, ironia, accuse. Tutti hanno capito che non si tratta di una vera inaugurazione, ma di una passerella elettorale. Qualcuno ha parlato della possibilità di presentarsi come comitati per manifestare il disappunto verso la carenza di servizi sanitari e OSS nel distratto sanitario e presso gli ospedali di comunità per anziani ricoverati in lungodegenza, tanto che martedì Sessa sarà blindata dalle forze dell’ordine. E allora viene da chiedersi: perché blindare una festa? Forse perché più che una festa si tratta di un insulto. Questa “prima pietra” non pesa come speranza, pesa come arroganza. È l’ennesimo schiaffo alla dignità del popolo sessano, un’offesa a chi vive ogni giorno negli ospedali dell’Alto Casertano, a chi da decenni attende che il Policlinico di Caserta diventi realtà, a chi non si lascia prendere in giro da una passerella elettorale. E poi dite che sono io a criticare. No. Io racconto la realtà. Loro invece continuano a trattare i cittadini come se avessero l’anello al naso. Questa non è una “prima pietra”. È una pietra tombale sulla loro credibilità

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