
Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano e candidato al consiglio regionale, ha annunciato querela contro la consigliera Mari Muscarà dopo le accuse di incarichi pubblici “a peso d’oro” che avrebbero finanziato la sua campagna elettorale. Muscarà sostiene che Buonajuto abbia ricevuto da Eav due incarichi legali, per oltre 27mila euro complessivi, a cui si aggiungerebbe un altro affidamento dall’Asl Napoli 2, per un totale di oltre 30mila euro. Secondo la consigliera, queste somme rappresenterebbero un sostegno indiretto alla corsa elettorale, definendo Buonajuto “fallimentare e in fuga”. L’ex sindaco respinge con fermezza le accuse, parla di “attacchi infamanti” e ribadisce di aver sempre agito nel rispetto della legge e della trasparenza, accettando le critiche politiche ma non le insinuazioni personali. Sul caso è intervenuta anche Eav, che ha difeso la correttezza delle procedure spiegando che gli incarichi sono stati assegnati tramite short-list secondo le regole Anac e Corte di Giustizia Europea. Buonajuto risultava iscritto da anni, ma per evitare strumentalizzazioni la società ha deciso di revocare gli incarichi già conferiti e ha annunciato che non affiderà più mandati a candidati alle regionali o a consiglieri in carica. La vicenda ora si sposta sul piano legale e politico, con Muscarà che ha annunciato nuovi accessi agli atti anche in altre società partecipate e Buonajuto che punta a difendere la sua immagine in tribunale.


