
Dal prossimo anno, il 4 ottobre tornerà a essere ufficialmente una festività nazionale. Oggi con l’approvazione definitiva in sede deliberante da parte della Commissione Affari costituzionali del Senato, la proposta di legge è stata adottata all’unanimità, completando l’iter parlamentare dopo il via libera della Camera avvenuto il 23 settembre. La scelta di restituire solennità civile a questa data non è casuale: il 4 ottobre si celebra San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e simbolo universale di pace, umiltà e dialogo. Il provvedimento assume un significato ancora più profondo poiché arriva in prossimità dell’ottavo centenario della morte del “Poverello” di Assisi. La festività era stata soppressa nel 1977, durante il periodo degli “anni di piombo”, insieme ad altre ricorrenze religiose e civili, nell’ambito di un piano di austerità. Oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, il ritorno del 4 ottobre nel calendario delle festività civili italiane rappresenta un recupero di memoria e identità nazionale. Nel 2026, data simbolica perché coincide con gli 800 anni dalla morte di San Francesco, il 4 ottobre cadrà di domenica: una coincidenza che non ne attenua il valore, ma anzi ne rafforza il significato spirituale e collettivo. Attualmente sono considerati giorni festivi nazionali, oltre alle domeniche: 1 gennaio Primo giorno dell’anno; Maria Santissima Madre di Dio; 6 gennaio Epifania del Signore; Lunedi’ dopo Pasqua; 25 aprile Anniversario della Liberazione; 1 maggio Festa del lavoro; 2 giugno Festa nazionale della Repubblica; 15 agosto Assunzione della Beata Vergine Maria; 1 novembre Tutti i Santi; 8 dicembre Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria; 25 dicembre Natale del Signore; 26 dicembre Giorno successivo al Natale.



