
La città ricorda le vittime innocenti della criminalità organizzata e rinnova l’impegno per la legalità. Scelta la data dell’11 ottobre in memoria di Ciro Rossetti e Franco Imposimato.
Napoli. Si celebra l’11 ottobre, la prima “Giornata contro l’influenza della Camorra”, istituita dal Comune di Napoli nel 2024 per trasformare la memoria delle vittime innocenti in un impegno permanente contro la cultura criminale.

La ricorrenza è stata fissata l’11 ottobre in memoria di due tragedie che hanno segnato la coscienza civile campana.
L’11 ottobre 1980, a San Giovanni a Teduccio, Ciro Rossetti, operaio dell’Alfasud, fu ucciso da un proiettile vagante durante una sparatoria fra clan rivali.
Tre anni dopo, l’11 ottobre 1983, fu assassinato Franco Imposimato, sindacalista e fratello del giudice Ferdinando Imposimato.
Negli anni Ottanta, il giudice Ferdinando Imposimato indagava sui legami tra Banda della Magliana, Cosa Nostra e Camorra.
Per intimidirlo, Pippo Calò ordinò l’uccisione del fratello Franco Imposimato, affidando l’esecuzione al clan Nuvoletta-Lubrano.
Secondo le sentenze del processo Spartacus, Vincenzo Lubrano e Pippo Calò furono i mandanti dell’omicidio, mentre gli esecutori materiali furono Antonio Abbate e Raffaele Ligato. Lorenzo Nuvoletta, uno dei mandanti, non è mai stato processato, perché morto prima che venissero riaperte le indagini.
L’azione aveva lo scopo di lanciare un chiaro segnale di intimidazione al magistrato.
Le celebrazioni di quest’anno — anticipate dagli eventi del 9 e 10 ottobre nell’ambito del programma “Napoli Città Anticamorra” — si tengono tra il Castel Nuovo e il PalaVesuvio, con incontri pubblici, testimonianze e momenti dedicati alle scuole.
“L’11 ottobre non è solo memoria, ma un vaccino contro la camorra”, hanno sottolineato gli organizzatori.
La Giornata vuole essere un gesto di rinascita civile, un’occasione per rafforzare la consapevolezza e costruire anticorpi sociali contro l’illegalità, trasformando la storia di Napoli in un esempio di resistenza e partecipazione.


