
De Luca ha dovuto abbassare la testa sulla lista “A Testa Alta”. Un paradosso perfetto: la civica che doveva celebrare il suo nome, oggi lo cancella. Dal logo scompare il “con De Luca”. Il governatore, abituato a vedersi stampato ovunque, è stato costretto a fare un passo indietro, e non certo per scelta spontanea. La regia di Roberto Fico, con l’avallo del Pd nazionale, ha imposto lo stop a quella che ormai era diventata più una sigla di culto che una lista elettorale. Ma il delirio di onnipotenza deluchiano non si ferma qui. Perché mentre il padre deve ingoiare il colpo, il figlio Piero, fresco di nomina a segretario regionale del Pd, sembra aver ereditato la missione di famiglia: svuotare il partito dall’interno. Prova ne è la direzione regionale per la composizione delle liste, in particolare a Caserta, dove regna il caos più totale. Nessuno ha certezze, i nomi cambiano di ora in ora, e per evitare fughe verso altri lidi il nodo si scioglierà solo a 24 ore dal deposito ufficiale. Resta da capire se questa tattica sia un’iniziativa autonoma di Piero, nella sua nuova veste di segretario regionale, o l’ennesimo ordine impartito da “Vicienzo” per proteggere i propri fedelissimi in Terra di Lavoro. Un gioco di famiglia, insomma, dove a testa alta restano solo i manifesti da ristampare.



