
“L’ospedale non è un palcoscenico elettorale.” Così il direttore generale del “Ruggi d’Aragona” di Salerno, Ciro Verdoliva, ha deciso di chiudere le porte alla politica in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre. In una circolare interna ha stabilito che nessun comizio, visita o iniziativa politica potrà svolgersi nei reparti, negli uffici o nelle altre strutture dell’ospedale. Restano consentiti solo gli accessi per motivi sanitari strettamente personali. A Caserta, invece, ci sono state forti pressioni su medici e chirurghi, forse sfruttando i dirigenti sanitari, figure che restano comunque nomine politiche. Al momento sembra che questi tentativi non abbiano avuto grossi risultati, i medici hanno deciso di continuare a svolgere il loro lavoro senza cedere alle pressioni. Ora resta da vedere se i tentativi di candidature rimarranno solo sulla carta o se in futuro si cercherà di trasformare queste conoscenze in strumenti elettorali. In ogni caso, i medici restano un bacino di consenso importante e difficile da ignorare. Al Ruggi, Verdoliva ha voluto essere chiaro: “L’unico obiettivo del Ruggi resta la cura e l’assistenza a chi si affida a noi. Ogni attività politica deve restare fuori dai nostri reparti.” Il personale ha accolto con favore la decisione, che tutela la serenità e il lavoro quotidiano. Sarebbe bello se il messaggio di Verdoliva venisse accolto anche da tutti i direttori sanitari della Campania, in particolare da quelli casertani, anche se, conoscendo l’andazzo, appare alquanto difficile.



