
In mancanza di un custode a cui domandare, sarebbe da cimitero di alta fruibilità una toponomastica semplificata cimiteriale
Ogni fine settimana, puntualmente, si rinnova il pellegrinaggio silenzioso di chi si reca al cimitero per far visita ai propri cari. Un gesto di affetto e memoria che, troppo spesso, si trasforma in una vera e propria caccia al tesoro. Il motivo? L’assenza di una segnaletica chiara e di un sistema organizzato che permetta di orientarsi facilmente tra i vari settori del camposanto. È il caso di un signore, incontrato con un fascio di fiori in mano, che si è imbattuto in due signore spaesate, stanche e ormai rassegnate dopo venti minuti di inutili ricerche. Gli chiedono indicazioni per trovare la tomba del loro caro, ma anche lui, con tutta la buona volontà, deve arrendersi. Nessuno sa, nessuno può aiutare: non c’è un custode a cui domandare, e l’austerità dei tempi ha eliminato anche questa figura fondamentale. Il quadrato in questione (vedi foto) è uno dei tanti esempi di come l’orientamento nei cimiteri possa diventare un’impresa. Chi cerca si affida a frasi come “è vicino a…”, “dopo la…”, “appena oltre…”, ma senza una mappa, senza una guida, tutto resta affidato alla memoria dei frequentatori abituali. Le due signore, provenienti da città lontana da Sessa, hanno lanciato una proposta semplice quanto illuminante: perché non dotare il cimitero di una toponomastica chiara? Un nome per ogni area, lettere o numeri per ogni fila, indicazioni facilmente leggibili. In sostanza, una sorta di “indirizzo civico” anche per i defunti. Basterebbe davvero poco: una semplice segnaletica, poche targhe, qualche palo numerato. Un investimento minimo per un grande salto di qualità. Sarebbe un gesto di rispetto non solo per i defunti, ma anche per chi li cerca, per chi viene da lontano, per chi non frequenta spesso il luogo e finisce col vagare senza meta. In particolare, quel grande settore composto da più di una dozzina di file in discesa è un labirinto per chi non lo conosce. Il fenomeno si ripete in diversi quadrati. La proposta è concreta: si tratterebbe di organizzare lo spazio con criterio, assegnando lettere, numeri e nomi. Si potrebbe iniziare da un “Primo Quadro A, B, C…” e così via. Per i cittadini del posto è forse tutto chiaro e familiare, ma per i visitatori occasionali è un rebus continuo. Una piccola rivoluzione fatta di buonsenso che trasformerebbe il cimitero in un luogo più moderno, accessibile e rispettoso. A volte basta poco per ottenere molto. E magari, evitare anche quei giudizi negativi che spesso si guadagna chi amministra, semplicemente per non aver ascoltato idee tanto semplici quanto efficaci.


