Durante l’inaugurazione del comitato elettorale di Gennaro Oliviero, candidato nella lista “Testa Alta”, il sindaco di Sessa Aurunca, Lorenzo Di Iorio, durante una mega stratosferica “sviolinata” al presidente del consiglio regionale, ha rivendicato la riapertura del punto nascita dell’ospedale San Rocco come un risultato politico, condiviso con lo stesso Oliviero. Un trionfo raccontato come frutto dell’impegno istituzionale, ma con un dettaglio scomodo: nessun accenno al comitato “San Rocco, bene comune”, né a chi per mesi ha davvero combattuto per difendere quel reparto. Il sindaco, con toni autocelebrativi, ha parlato come se la riapertura fosse arrivata grazie alla politica regionale. Quella politica regionale che aveva, di fatto, decretato la chiusura del punto nascita, colpevolizzando il Governo centrale senza fare alcuna autocritica in particolare sulle convenzioni esagerate con le strutture private. In realtà, la verità è un’altra: Sessa Aurunca, proprio come Piedimonte Matese, non si è nemmeno costituita al TAR per chiedere la riapertura del punto nascita. A farlo, e a vincere, è stato il comune di Sapri con l’appoggio dei vari comitati, il cui ricorso ha di fatto bloccato la chiusura e imposto l’Asl di rivedere le proprie decisioni. Mentre Sessa e Piedimonte restavano a guardare, il comitato “San Rocco, bene comune” organizzava manifestazioni, raccolte firme, sit-in, e manteneva alta l’attenzione di cittadini e stampa. È stata la pressione civica, non quella politica, a impedire la chiusura definitiva del servizio. Oggi, invece, Di Iorio e Oliviero salgono sul palco a tagliare il nastro della “vittoria”, dimenticando di dire che quella battaglia è stata vinta altrove e da altri. La politica, ancora una volta, arriva all’ultimo minuto e si prende i meriti di un lavoro che non ha fatto.



