
A Napoli, i nipoti di Totò stanno chiedendo risarcimenti ai commercianti per l’uso del nome e dell’immagine dell’attore. Negli ultimi due anni, i nipoti di Antonio De Curtis, noto come Totò, hanno avviato una serie di azioni legali e lettere di diffida indirizzate a commercianti di Napoli e di altre città italiane. Sono nel mirino per l’utilizzo del nome e del volto del celebre attore su prodotti artigianali e commerciali. Le richieste di risarcimento economico, secondo quanto si è appreso, potrebbero arrivare a decine di migliaia di euro per ogni esercente, calcolate in base agli anni di utilizzo dell’immagine del “Principe della risata”. Questa situazione ha suscitato sorpresa e malumore nel capoluogo campano, dove Totò è sempre stato un simbolo identitario e culturale. In città, il suo volto è presente su murales, gadget, souvenir, magliette e oggetti d’artigianato, a testimonianza di un legame profondo tra il popolo napoletano e l’artista. Molti commercianti coinvolti si sentono disorientati e amareggiati, convinti di aver reso omaggio a Totò piuttosto che sfruttarne l’immagine per scopi di lucro. L’uso del suo nome, spiegano, è sempre stato un modo per tramandare la sua eredità artistica e il suo spirito, senza mai mancare di rispetto alla sua memoria. La vicenda dei “nipoti di Totò” rischia di diventare un caso emblematico sul confine tra memoria popolare e proprietà legale.



