L’Italia è uno dei Paesi più longevi d’Europa, ma l’aspettativa di vita varia notevolmente da una regione all’altra. Secondo i dati dell’Istat, c’è quasi un divario di tre anni tra le province più longeve e quelle meno fortunate: nel Nord, la vita media supera gli 84 anni, mentre in Campania, e in particolare nelle province di Napoli e Caserta, si attesta intorno agli 81 anni. Questo divario non è frutto del caso, ma è il risultato di una serie di fattori ambientali, sanitari e sociali che si sono accumulati nel tempo. In Campania, la mancanza di servizi sanitari adeguati, l’esposizione all’inquinamento, come nelle aree della Terra dei Fuochi, e le difficoltà economiche e sociali influiscono negativamente sulla salute e sulla qualità della vita. Inoltre, la migrazione sanitaria verso il Nord gioca un ruolo importante: chi ha la possibilità di farlo cerca cure altrove, mentre chi non può permetterselo spesso rinuncia o arriva tardi alle diagnosi. Per ridurre questo divario, non bastano più analisi o classifiche. È necessario adottare politiche strutturali: investire nella sanità di prossimità, potenziare la prevenzione e gli screening, effettuare bonifiche ambientali e promuovere programmi educativi su alimentazione e attività fisica. Ridurre le disuguaglianze territoriali significa garantire a tutti, da Caserta a Milano, le stesse opportunità di salute e di vita lunga, indipendentemente dal luogo di nascita.

CAMPANIA – Secondo l’Istat la vita media cala nel Sud: a Napoli e Caserta tre anni in meno rispetto al Nord
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