
Secondo il rapporto di Bankitalia, nel primo semestre del 2025 l’economia campana presenta segnali di stabilità e un quadro complessivamente positivo, con risultati superiori alla media nazionale in diversi indicatori.
Il PIL della Campania cresce dell’1,0%, a fronte di un aumento dello 0,6% in Italia e dello 0,8% nel Mezzogiorno. L’export regionale registra un incremento del 2,6%, superiore al dato nazionale (+2,1%), mentre nel resto del Sud si osserva un calo (-2,8%).
La spesa degli enti locali per opere pubbliche aumenta del 23%, sostenendo l’attività nel settore delle costruzioni, e la Zona Economica Speciale Unica (ZES) ha già contabilizzato 120 progetti avviati nei primi tre mesi dell’anno, pari a un terzo del totale previsto per il 2025.
Complessivamente, il 75,3% delle industrie dichiara un fatturato stabile o in crescita, a conferma di una struttura produttiva che mantiene una buona capacità di tenuta.
Nella parte finale del semestre si è inoltre interrotto il calo dei prestiti alle imprese, avviatosi alla fine del 2023. La successiva ripresa dei finanziamenti, sebbene ancora moderata, è stata favorita dalla riduzione dei tassi di interesse, ma ha riguardato soprattutto le imprese di dimensioni maggiori; le banche continuano a mantenere criteri di concessione improntati alla cautela.

Sul fronte delle famiglie, la rischiosità dei prestiti resta stabile, con indicatori su livelli storicamente contenuti. Anche per le imprese la qualità del credito rimane nel complesso positiva, con solo lievi segnali di peggioramento nei comparti delle costruzioni e dei servizi.
Prosegue la crescita dei depositi bancari di famiglie e imprese, trainata in particolare dalle disponibilità sui conti correnti. Il valore dei titoli a custodia continua ad aumentare, seppur con un ritmo più contenuto: l’espansione ha riguardato soprattutto quote di fondi comuni e titoli di Stato, sostenuta dalla sottoscrizione di nuove emissioni.
Nel complesso, il quadro che emerge per la Campania e per il Mezzogiorno è quello di un’economia in fase di consolidamento, sostenuta da una maggiore stabilità finanziaria, dal rafforzamento degli investimenti pubblici e da un contesto di fiducia che lascia intravedere prospettive favorevoli per la seconda metà del 2025.


