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CALENZO E D'ITRI
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EDITORIALE | SESSA AURUNCA – Dopo il risultato non sperato alle Regionali, Calenzo e D’Itri diventano i capri espiatori della maggioranza

2 mesi fa
mtk

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Il dopo elezioni a Sessa Aurunca si sta scaldando parecchio. Le analisi interne alla maggioranza hanno acceso micce che ora puntano dritte verso due poltrone di giunta: quella del vice sindaco Italo Calenzo e quella dell’assessore alle finanze Antonio D’Itri. Qualcuno parla già di regolamento di conti. Qualcun altro sussurra che dietro ci sia una “cambiale elettorale” da onorare. Andiamo con ordine perché la storia è lunga e pure un po’ intrecciata. La posizione di Calenzo non nasce certo oggi. La sua testa politica è da mesi sul tavolo del sindaco. Lo dico senza farne un romanzo: un po’ mi dispiace, perché alla fine è sempre stato un amico, anche quasi sempre su posizioni diverse. Ma questo non cambia la sostanza. Il presidente uscente del consiglio regionale Gennaro Oliviero a Sessa, soprattutto nel centro cittadino, non ha brillato alle scorse regionali. E qui è bene essere chiari: alle scorse regionali Oliviero aveva trovato sulla sua strada la candidatura interna di Massimo Schiavone, che gli tolse un bel pacchetto di voti. Questa volta, invece, non aveva ostacoli in casa. Aveva anzi l’appoggio pieno dell’ex candidato sindaco Antonio Fusco, che ha candidato a supporto di Oliviero la cognata Maria Sorbo, lo stesso che nella tornata precedente era stato dall’altra parte della barricata. Con questo quadro, la maggioranza quasi al completo e una buona fetta dell’opposizione erano schierate a “testa bassa”. E proprio per questo, ora che i conti non tornano, si cerca un responsabile. Un gruppo interno avrebbe puntato il dito su Calenzo, accusandolo di essersi speso poco. Qualcuno, con voce bassa ma non troppo, avrebbe pure detto che il vice sindaco ha guardato verso un candidato dell’altro schieramento. Voci, per carità. Ma in politica le voci, quando servono, diventano argomenti. Su questo scenario si innesta un’altra partita che arriva a pennello. Il posto di Calenzo dovrebbe essere preso dal consigliere comunale Ciro Marcigliano, il super fedelissimo di Oliviero. Marcigliano per entrare in giunta dovrebbe dimettersi dal consiglio e aprirebbe le porte alla prima dei non eletti, Simona Pollano, che farebbe il giro a contrario, lascerebbe la giunta per entrare in consiglio. La casella vacante in giunta, quindi, diventerebbe preda appetibile. E qui entra in campo Fusco, che è quello che più ha limitato i danni di questa campagna elettorale. C’è più di una voce secondo cui gli accordi pre-elettorali prevedevano proprio la sostituzione di Calenzo con un nome indicato da Fusco. Tutto torna, almeno nella logica dei bilancini politici. A questo quadro già abbastanza mosso si aggiunge il caso D’Itri. L’assessore alle finanze da tempo pare abbia segnalato una situazione economica delicata e sembra aver più volte avvisato l’amministrazione che tre anni di spese sopra le righe avrebbero prosciugato le casse comunali. Diciamo che in giunta non gli hanno mai fatto i complimenti per queste sue preoccupazioni. E ora, guarda caso, c’è chi lo dipinge come un franco tiratore. Un’etichetta che potrebbe diventare la spinta per toglierlo dall’esecutivo. Calenzo e D’Itri oggi sono i nomi più esposti, e la maggioranza sembra pronta a ridisegnare gli equilibri. Tutto molto lineare, almeno sulla carta. Ma c’è un “ma” secondo una nostra modesta analisi: il primo cittadino difficilmente muoverà qualcosa. Togliere la poltrona a Calenzo significherebbe scontentare almeno due consiglieri comunali di maggioranza: Francesco Gagliardo e Francesco Brasile. E toccare D’Itri vorrebbe dire rischiare il consigliere Basilio Vernile. Ma, attenzione, non toccare nulla significherebbe far arrabbiare la squadra di Oliviero e, soprattutto, Fusco, che per la verità è stato l’unico a salvare il salvabile in questa tornata elettorale. È qui che entrano in gioco le doti da equilibrista del sindaco. “Riuscirà il nostro eroe ancora una volta a mantenersi in equilibrio?”



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