Oggi: 03 Mag, 2026
BANDA DEL DIAZ
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CASERTA/CAPUA – I ragazzi della band del Diaz 24/25 incantano la piazza a Capua

5 mesi fa

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Dopo il Belvedere e altre esibizioni, gli ex studenti del prestigioso liceo Diaz continuano la loro storia musicale come Grain of Sand

Quando la scuola, ovvero gli alunni, ti rimangono nel cuore. Ma non gli alunni di una classe o delle tue classi, ma oltre a questi, i cento e più ragazzi con i quali ho condiviso più di 100 ore di lavoro. Una dimensione parallela all’insegnamento in cui, senza mai che venisse meno il rispetto, si è scherzato sperimentando insieme, ascoltando musica e cercando di rendere tanti musicisti solisti una vera e propria band. Non sono mancati, durante i laboratori, collegamenti tra la letteratura e le canzoni e i contesti in cui queste erano nate. E ieri mi arriva una telefonata da Sasha, l’organizzatore, il punto di riferimento della compagnia, per invitarmi: “Suoniamo a Piazza dei giudici a Capua, lei viene prof?” Purtroppo io non sono andata perché ero fuori Caserta, ma ho saputo che è stato un successo, Miriam, Sasha, Emanuele, Igor, Angelo, Christian, Miriam e la più piccola Chiara, con la loro simpatia e con la bravura, tra parte strumentale e voci, già avevano trascinato la platea del Belvedere questa estate. Ma non sono solo loro, li seguono gli altri ragazzi di quella meravigliosa VS e gli altri del laboratorio, tutti uniti, tutti gli uni per gli altri. E così ieri in Piazza dei Giudici, si sono esibiti a Capua, i Grain of Sand, gruppo originatosi dalla Band del Diaz, ragazzi e ragazze che insieme agli altri sono stati l’anima del Diaz 24/25. Scoprire l’amicizia, lavorare in gruppo sperimentando che non solo la sinergia è la vera forza, ma includendo e valorizzando capacità e talenti diversi, sono diventati un gruppo di amici, questo è stato il nucleo fondante delle attività laboratoriali e musicali dello scorso anno. Voci e suoni che hanno accompagnato ogni manifestazione ed evento del liceo compresa la visita del Ministro Valditara. Ragazzi capaci di cantare e suonare l’Inno d’Italia con le loro anime pop e rock dimostrando che i valori e il senso di appartenenza camminano anche sulle sneakers o sugli anfibi. E adesso, finito il liceo, è rimasta la musica e, soprattutto, l’amicizia di questi ragazzi con jeans sdruciti e felpe oversize, con le facce e i cuori puliti. Questa è l’educazione alla Legalità che non può prescindere da altri valori e da affetti nati dalla condivisione. Giustamente don Ciotti più volte ha affermato che la legalità non è una cosa a sé stante, ma attraversa il fare e il conoscere e questi ragazzi, brillantemente diplomati, hanno amato di più anche la letteratura scoprendo in essa quel filo continuo di arte che dai versi arriva anche nelle parole delle canzoni. E sono diventati consapevoli di poter essere veramente liberi, anche dai cellulari e dai social, perché, come cantava Gaber, la libertà “non è stare sopra un albero…la libertà è partecipazione.”

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