
Progetto abbattimento delle liste di attesa
(Elio Zanni)Centinaia di professionisti, medici, infermieri, tecnici di radiologia, operatori socio sanitari che oltre a svolgere il proprio lavoro attuano per un anno un preciso progetto sanitario, raggiungendo pure difficili obiettivi: senza riceverne, in termini di corrispettivo, nemmeno un euro. Che che siamo in una Onlus? No: siamo all’Asl Caserta e questo è uno di quei “casi limite” del quale non parla nessuno. E quindi tocca farlo a noi. E la notizia c’è, ed è d’interesse generale e si presenta come uno scandalo a tutti gli effetti. Il progetto/programma sanitario si chiama “Femur fast track unit” che tradotto in italiano suona meglio come “Unità di accelerazione del femore” e fa già capire di cosa si tratta. Parliamo di qualità del servizio, di rapidità e abbattimento delle liste di attesa per pazienti con traumi ortopedici anche gravi. Le Unità impegnate nel progetto si attivano immediatamente, varcano la sala operatoria, operano subitissimo il paziente che arriva e al quale non rimane altro da fare che la riabilitazione. Non è una favola è già stato fatto in centinaia di casi. E funziona. L’unica cosa che non funziona è il sistema di distribuzione delle risorse economiche destinate agli operatori. Un diritto da rivendicare. E stiamo parlando di qualcosa di grande. Stiamo parlando di tutto il personale impegnato nei diversi ospedali, come quelli di Aversa, Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e rispettivamente di medici, infermieri delle sale operatorie e dei reparti di pronto soccorso, tecnici di radiologia e Operatori socio assistenziali. Niente per nessuno da Direttore Generale Antonio Limone. Ma il “progetto Femore” è andato vanti lo stesso per altri trimestri. E poi c’è un altro particolare: i nomi e le persone proattivamente coinvolte non sono finite. È per lo meno giusto citare anche le tre Unità operative che sono state interessate. Odsia le Uoc di Ortopedia e Traumatologia di Piedimonte Matese, Aversa e Sessa Aurunca, portate vanti dai dottori Achille Pellegrino e Giovanni Zanforlino, dagli anestesisti ai radiologi, dal personale di pronto soccorso a quello di sala operatoria, dai cardiologi agli internisti sino agli emotrasfusionisti. Una vera e propria “popolazione sanitaria” che dei fondi – pure stanziati – del progettone “Fftu” non ha ricevuto nulla. E c’è voluta una raffica di telefonate solo per sapere che i fondi economici – in proporzione delle ore di lavoro da eseguire – furono stanziati. Secondo step: sotto i moduli di ripartizione c’è l’ok e quindi la firma dei responsabili del settore compreso il Direttore. Al terzo step si frema tutto: mancherebbe proprio la forma di Limone. Qualche lingua malefica accampa l’ipotesi di un utilizzo diverso dei soldi destinati al personale Femur. Sarebbe un fatto gravissimo. Di regola la contropartita dovrebbe essere quella di un stop da parte di tutta la filiera Femur. E invece arriverebbero dei segnali da Sessa Aurunca dove, al solo scopo di ricaricare il budget di competenza di fine anno ci sarebbe qualche zelante primario pronto a ricominciare. Con buona pace di tutti i colleghe non pagati.



