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AVERSA- Marito e moglie arrestati: smantellato un sistema di caporalato, braccianti pagati 2 euro e 70 l’ora

5 mesi fa
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È stato un vero e proprio sistema di sfruttamento quello scoperto dai carabinieri nelle campagne dell’agro aversano, dove un imprenditore agricolo e la moglie sono stati arrestati nelle ultime ore nell’ambito di un’operazione contro il caporalato. I due avrebbero ridotto in condizioni di schiavitù decine di braccianti stranieri, costretti a turni massacranti fino a 14 ore al giorno e pagati appena pochi euro l’ora. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, ha portato alla luce una rete di intermediazione illecita che, tra febbraio e luglio 2024, avrebbe gestito tra 40 e 80 lavoratori, in prevalenza cittadini indiani e per lo più privi di regolare permesso di soggiorno. I braccianti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, percepivano circa 2,70 euro l’ora e venivano sottoposti a condizioni disumane. A eseguire l’ordinanza cautelare sono stati i militari del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, insieme al Gruppo Carabinieri di Aversa. Per l’imprenditore, la moglie e un cittadino indiano coinvolto nell’organizzazione sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il racconto dei lavoratori e gli accertamenti sul campo delineano un quadro inquietante: i braccianti venivano trasportati nei campi stipati nei furgoni, vigilati durante tutto il turno e autorizzati a consumare un solo pasto al giorno, soltanto al termine delle attività di raccolta. Come se non bastasse, erano costretti a vivere in alloggi fatiscenti e sotto la costante minaccia di ritorsioni fisiche.

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