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La lezione dell’Agro Caleno: un altro modo di vivere e fare politica nei territori è possibile

5 mesi fa

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Agro Caleno – La prima stagione di lotta del movimento Basta Impianti si chiude con il raggiungimento di due traguardi straordinari: a metà gennaio la vicenda dell’Agro Caleno e dell’Agro Stellato sarà oggetto di un’audizione in due commissioni parlamentari e, a breve, dell’apertura di un tavolo regionale con il neo presidente Roberto Fico.

Risultati ottenuti attraverso pratiche innovative di cittadinanza attiva, promosse da un soggetto politico inedito, plurale e inclusivo. Un’esperienza capace di mettere in discussione ciò che appare banale e scontato, offrendo un altro modo di guardare e vivere i territori.

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Giovedì 11 si è tenuta la terza riunione dell’Osservatorio permanente per l’emergenza ambientale in Terra di Lavoro. Allo stesso tavolo sedevano le amministrazioni di tutti i comuni dell’Agro Caleno, esponenti del movimento e rappresentanti della comunità. In sala erano presenti attivisti, cittadini e giornalisti, intervenuti liberamente nel corso di una lunga e partecipata discussione.

Il lavoro di sintesi e di convergenza con le amministrazioni locali è complesso, lungo e attraversato da difficoltà e contraddizioni. Eppure, senza dubbio, questo incontro ha rappresentato uno dei momenti più alti della vita democratica delle nostre città.

Nel corso della riunione il movimento ha presentato un lavoro frutto della messa in rete di saperi e competenze dal basso: una mappatura dettagliata degli impianti presenti sul territorio e un’analisi dell’incidenza delle patologie oncologiche.

A chiudere il primo capitolo di questa stagione di lotte è stato il corteo di Vitulazio, comune su cui insistono numerosi impianti, di recente e di vecchia autorizzazione. Una mobilitazione che si è distinta per la forte caratterizzazione transgenerazionale e per la massiccia partecipazione di attivisti provenienti da Napoli e da tutta la regione.

Officina 0823 ha attraversato ogni tappa di questo percorso, documentandone passaggi e difficoltà e provando a comprenderne le dinamiche dall’interno. Molto è stato scritto e molto si è riflettuto sulla portata di questa esperienza politica. Il bilancio di questo primo ciclo di lotte non può che essere scevro da ogni retorica: parlano i fatti.

Ciò che oggi esiste – due audizioni parlamentari di livello nazionale, un tavolo regionale, un luogo permanente di confronto con le amministrazioni locali – ieri non c’era. Così come non esisteva una ricostruzione documentale puntuale del territorio, oggi resa possibile da un lavoro di mappatura analitico e condiviso.

Scritto il resoconto di questa prima fase, non resta che mettere i due punti alla fine del rigo. Nei prossimi mesi si entra in una nuova fase.

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