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SPARANISE – Caso incompatibilità di Cerullo, il comune segue la legge, ma Cerullo preferisce il vittimismo e ignora il “fuoco amico”.

5 mesi fa

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Sulla questione dell’incompatibilità del consigliere di minoranza Nicolino Cerullo, discussa nell’ultimo Consiglio comunale, è ormai chiaro che si sta solo procedendo a un atto dovuto. Gli uffici hanno istruito la pratica seguendo le norme di legge, dopo una segnalazione ufficiale della Prefettura. Non si tratta di una scelta politica, ma di un passaggio tecnico che l’ente è obbligato a eseguire per non venir meno ai propri doveri d’ufficio. In questo scenario, la reazione di Cerullo appare decisamente sproporzionata, quasi teatrale. Il consigliere ha urlato all’attacco senza precedenti e al complotto ordito nell’ombra, eppure la procedura è solo all’inizio e gli garantisce ogni diritto di replica. Se non ha nulla da temere, la pratica si chiuderà in un nulla di fatto. Viene da chiedersi, dunque, a cosa serva alzare tutto questo polverone se non esiste alcuna incompatibilità. Dal Comune difendono con fermezza il lavoro degli uffici e respingono ogni accusa di manovra politica. Anche i sospetti sull’assenza del sindaco Pasquale De Pasquale al consiglio comunale non hanno alcun fondamento. Il primo cittadino era assente per motivi di salute e non avrebbe avuto alcun motivo di evitare un dibattito su una pratica che il Comune è comunque obbligato ad avviare. Insomma, cercare di trasformare un’influenza stagionale in una fuga strategica sembra veramente troppo per un sindaco che in aula ha affrontato attacchi ben più importanti. Ma il vero colpo di scena arriva dai corridoi, dove le voci di “fuoco amico” si fanno sempre più insistenti. Pare infatti che a sollevare il polverone non sia stata la maggioranza, ma qualcuno molto vicino al consigliere, magari ancora risentito per la sua scelta di rendersi indipendente dalla squadra che lo aveva candidato a sindaco. Se queste voci fossero confermate, Cerullo starebbe puntando il dito contro il bersaglio sbagliato. Mentre lui accusa il Municipio, i veri “regali” potrebbero arrivargli proprio dai suoi ex compagni di viaggio. Prima di gridare al complotto di palazzo, forse farebbe bene a guardarsi le spalle. Ora la procedura seguirà il suo iter naturale nelle sedi previste.

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