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REGIONE – Oggi si insediano i consiglieri, Piero De Luca vuole garantire “A Testa Alta” mentre a Caserta chi l’ha sostenuta viene epurato dal PD

5 mesi fa
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Oggi alle 13, l’auditorium del Palazzo di Giustizia ospiterà il debutto ufficiale dei 50 consiglieri regionali eletti. Se la cerimonia segna l’inizio della legislatura, sul fronte politico il clima è tutt’altro che festoso, la squadra di governo è ancora un puzzle incompleto e i malumori, sottotraccia ma non troppo, iniziano a farsi sentire pesantemente. Il Partito Democratico starebbe provando a dettare la linea, ma a rendere tutto più complicato è la posizione del segretario regionale Piero De Luca. La sua linea appare più come un “tutore” della lista “A Testa Alta” che come il leader dei Dem. Il suo pressing per blindare Fulvio Bonavitacola in giunta viene visto da molti come un tentativo di garantire una poltrona a un fedelissimo del padre, Vincenzo De Luca, rischiando però di sacrificare il peso politico della forza principale della coalizione e che lui stesso guida da segretario regionale. A complicare il quadro ci si mette anche la coperta cortissima delle nomine. La lista “Fico Presidente”, che inizialmente sembrava destinata a restare fuori dai giochi dell’esecutivo, ha alzato la voce chiedendo un assessorato. Il neo Governatore Roberto Fico si ritrova così in un difficile esercizio di equilibrismo tra le pretese della sua lista, le esigenze del Movimento 5 Stelle e le fibrillazioni del PD. Intanto a Caserta, la commissaria Susanna Camusso prosegue con la linea del rigore interno. Le “epurazioni” colpiscono gli iscritti che hanno sostenuto apertamente altre liste, per la quasi totalità a chi ha sostenuto l’ormai ex presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero nella lista “a testa alta”. Eppure, questo pugno di ferro sembra applicarsi solo a Caserta mentre a Napoli la questione è totalmente inversa. Infatti, per nomi pesanti come lo stesso Bonavitacola che addirittura de Luca Junior vuole farlo inserire nell’esecutivo in quota Pd, o Luca Cascone che rimane iscritto al Pd pur candidato ed eletto in “a testa alta”. Il risultato è un PD spaccato, schiacciato tra regole interne e pressioni esterne di chi sembra giocare su più tavoli. Alla fine, Piero De Luca dovrebbe capire una cosa semplice, non può guidare il PD regionale se continua a fare gli interessi della lista “A Testa Alta”. Se davvero questa lista diventerà un partito, allora De Luca Junior dovrebbe candidarsi a segretario regionale di “A Testa Alta” e lasciare il PD, che evidentemente non rappresenta. D’altra parte, anche a Roma avrebbero dovuto rendersene conto: alla fine, il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero.

Consiglio Regionale, Giunta, Piero De Luca, Roberto Fico, Susanna Camusso, PD, Movimento 5 Stelle, A Testa Alta, Fulvio Bonavitacola, Politica Campana

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