
Non si sono potuti svolgere in chiesa i funerali di Benito Lauretano. La bara è stata benedetta e seppellita direttamente al cimitero, alla presenza dei Carabinieri e della Polizia. Sono risultati vani i tentativi della figlia Ernestina, che si è inginocchiata chiedendo una grazia per il padre, così come quelli della famiglia e dell’impresa funebre Verrillo, incaricata delle esequie. L’accorato appello della figlia non ha avuto esito. “Oggi a mio padre è stato tolto anche l’ultimo diritto: quello di essere salutato con un funerale. Papà non era un criminale. Era un uomo buono e non merita questo dolore, neanche da morto“, ha dichiarato con amarezza. Delusione nella comunità: un normale funerale è stato negato per motivi di ordine pubblico, legati alla presenza di un parente che sta scontando una pena. Così è stato deciso. L’essere stato un esempio di uomo, di vita e di lavoratore al servizio della res publica non è valso a nulla. Benito Lauretano ha finito per pagare colpe non sue. Per la gente comune, quanto accaduto è diventato un caso.



