
“Con profondo dolore vi annuncio che qualche istante fa ha concluso la sua giornata terrena monsignor Raffaele Nogaro“. Con queste parole cariche di commozione, il Vescovo di Caserta Pietro Lagnese ha dato la notizia che nessuno avrebbe mai voluto leggere. Don Raffaele, come tutti amavano chiamarlo, si è spento a 92 anni, lasciando un vuoto immenso non solo nella Chiesa, ma nel cuore di un intero territorio che in lui ha sempre visto un faro di speranza e di giustizia. Se Caserta lo piange come il Vescovo delle grandi battaglie civili, i cittadini di Sessa Aurunca portano nel cuore il ricordo indelebile di un settennato, quello tra il 1983 e il 1990, che ha cambiato la storia della città. Don Raffaele non arrivò a Sessa per fare il burocrate della fede, ma per camminare accanto alla gente. Fu lui, con una forza che scosse le coscienze, a mettersi in prima linea per l’apertura dell’ospedale “San Rocco”, un diritto scippato ai cittadini che lui rivendicò con la fermezza di un padre. Nogaro alzò la voce contro lo scempio del territorio, insegnando ai sessani che difendere la propria terra era un dovere cristiano oltre che civile. Sessa Aurunca non ha mai smesso di amare il suo pastore, proprio perché Mons Nogaro non restava chiuso nel palazzo vescovile. Lo si trovava in mezzo alle vertenze operaie, nelle case dei poveri, tra i giovani a cui chiedeva di non rassegnarsi mai. È stato il Vescovo che ha tolto la polvere dalle sagrestie per portare il Vangelo sulla strada, tra il fango delle discariche. Oggi, mentre il Vescovo Lagnese lo affida alla misericordia di Dio, la comunità aurunca si stringe in un silenzio colmo di gratitudine per quell’uomo esile ma fortissimo che ha insegnato a tutti cosa significhi davvero essere un “uomo giusto”. Ciao Padre Nogaro, la tua Sessa non ti dimenticherà mai.



