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SPARANISE – “Scioglimento per mafia: le responsabilità non si cancellano”. La maggioranza attacca duramente l’ex amministrazione.

4 mesi fa

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A Sparanise il clima politico si è fatto davvero pesante dopo un post al vetriolo pubblicato da “Cambiamo Sparanise”, il gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco Fabrizio De Pasquale. Nel mirino c’è l’ex guida della passata amministrazione, quella mandata a casa dal provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Le parole usate non lasciano spazio a dubbi e picchiano duro: “Scioglimento per camorra: le responsabilità non si cancellano. Un Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche non è una fatalità. È il risultato di scelte sbagliate, omissioni, incapacità politica e istituzionale. Per questo oggi una domanda è legittima e doverosa: chi risarcisce i cittadini per il danno enorme subito? Danno d’immagine. Danno economico. Danno istituzionale. Danno morale a una comunità marchiata dallo scioglimento più grave previsto dalla legge. Chi ha ricoperto la carica di Sindaco durante quello scioglimento non può far finta di nulla. Non può invocare persecuzioni politiche. Non può sottrarsi alle responsabilità politiche e morali che derivano da un atto formale dello Stato. Lo scioglimento non è un’opinione. Non è propaganda. È una decisione assunta per tutelare la legalità e lo Stato. La politica è credibilità. E la credibilità nasce dalla coerenza. Chi ha guidato un Comune verso lo scioglimento non può chiedere comprensione, ma dovrebbe rispondere dei danni prodotti. Noi stiamo con i cittadini. Con chi ha pagato il prezzo più alto. Non con chi ha fallito e ora vorrebbe sottrarsi alle proprie responsabilità o addirittura ergersi a dare consigli o lezioni di legalità. Le vostre accuse non meritano replica nel merito, perché manca il requisito fondamentale: la credibilità. Chi ha fallito così clamorosamente non può ergersi a giudice di chi oggi amministra senza ombre, senza compromessi e sotto controllo costante degli organi dello Stato”.

Al di là della guerra politica locale, c’è una riflessione che molti cittadini e osservatori fanno ad alta voce. Sembra quasi un paradosso vedere come l’ex sindaco, a soli dieci chilometri da qui, sia riuscito a ottenere un incarico di grandissimo peso a Sessa Aurunca. In quel Comune, l’ex primo cittadino lavora come vice segretario generale e capita spessissimo che prenda il posto del Segretario Comunale titolare, che essendo “a scavalco” non è sempre presente. In pratica, chi ha guidato un’amministrazione sciolta per mafia oggi si ritrova a fare il garante della legalità in una città vicina. Ci teniamo a mettere i puntini sulle i: lo scioglimento per infiltrazioni mafiose non è una storia che ci siamo inventati noi di Officina0823, né un attacco gratuito della nostra redazione. Si tratta di un atto ufficiale dello Stato, un pezzo di storia amministrativa scritto nero su bianco. Specifichiamo bene questo punto perché in passato, solo per aver riportato i fatti così come sono, ci siamo beccati una querela. Ma il nostro mestiere è raccontare quello che succede, basandoci sui documenti e sulla realtà delle cose, piaccia o non piaccia a chi è stato protagonista di quelle vicende.

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