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CASTEL VOLTURNO – Polemica nel PD, Petrella e Raimondo smentiscono le accuse di Buffardi

4 mesi fa
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Nei giorni scorsi il segretario del PD di Castel Volturno Alessandro Buffardi aveva avanzato pesanti accuse nei confronti di alcuni esponenti del partito, parlando di presunti “pacchetti di tessere” e di un piano per sfidarlo politicamente. Le dichiarazioni avevano scatenato reazioni nel centrosinistra locale, in particolare da parte di Anastasia Petrella e Rosa Raimondo, che negano ogni complotto e contestano la ricostruzione di Buffardi come diffamatoria e priva di fondamento.

ECCO LA MISSIVA DI SMENTITA INVIATA DA ANASTASIA PETRELLA E RAIMONDO

Nessuna tessera, nessun complotto: è necessario fare chiarezza a fronte di affermazioni diffamatorie date in pasto all’opinione pubblica.
Leggere la ricostruzione del segretario Buffardi fa sorridere per la fantasia, ma fa arrabbiare per la gravità della trama che si mette in scena. Parla di “pacchetti di tessere” e “sfiducia fallita” per coprire un disastro politico avvenuto sotto la sua guida. È ora di fare chiarezza, prove alla mano.

La grande favola delle tessere: ne abbiamo fatte ZERO
Buffardi – dichiara Anastasia Petrella – ci accusa nero su bianco di aver usato “pacchetti di tessere”. È una inesattezza clamorosa e facilmente verificabile: il gruppo di dissenso, che mi ha chiesto di tutelare la propria voce, non ha sottoscritto nemmeno una nuova tessera.
Una mozione di sfiducia si fa contando i numeri, raccogliendo firme, facendo iscrizioni di massa. Noi non abbiamo fatto nulla di tutto ciò.
Lo abbiamo contestato a viso aperto, in sezione e nelle chat ufficiali. Abbiamo scelto la via più difficile: quella del confronto leale.

I “pentiti” non esistono: ecco chi è andato da lui
Il segretario – prosegue Raimondo – racconta di iscritti che, colti da un “sussulto di coscienza”, avrebbero confessato il tentativo di sfiducia. Una versione romanzata di un progetto mai messo in campo.
Alcuni iscritti, scontenti del suo operato, hanno deciso di confrontarsi con me e Anastasia, nella cui figura hanno sempre individuato un riferimento, per trovare una soluzione pacifica e democratica alla deriva in cui Buffardi stava portando il partito; i malumori rapportati al segretario PD da tali iscritti, non derivano quindi da complotti organizzati con la Petrella ma da istanze decise anche dal gruppo della consigliera per far capire al Buffardi che stava commettendo errori pesanti che avrebbero compromesso la serenità della sezione e che avrebbero potuto (come sta avvenendo) portare il partito a schiantarsi contro un muro.

La risposta di Buffardi: voleva solo salvare la faccia
Di fronte a questa richiesta di lealtà, la risposta di Buffardi ai delegati è stata disarmante: voleva tempo per rimediare ai suoi errori, che però erano “affar suo” ma senza trasferire agli iscritti la verità dello svolgimento dei fatti.
In seguito a questa risposta avremmo avuto motivi e forse anche numeri per organizzare la sfiducia.
Ancora una volta non lo abbiamo fatto. Abbiamo solo deciso di continuare a combattere per la democrazia.

Candidature e dignità
Alle ultime Regionali abbiamo entrambe rifiutato la candidatura, semplicemente perché non ci siamo prestate a contribuire a una lista non plurale, elaborata con metodo non democratico, ignorando completamente le istanze dei territori.
Il confronto con un’altra candidata locale, sostenuta dalla totalità dell’Amministrazione in carica? Non siamo stupide, non ha mai inciso sulla nostra decisione.
Al contrario, eravamo pienamente consapevoli che una candidatura ci avrebbe portato visibilità e centralità, ma abbiamo continuato a mettere coerenza e ideali al primo posto come siamo abituate a fare.
“Non ho mai temuto le competizioni elettorali, lo dimostra ampiamente la mia storia politica suffragata da ampi consensi e non ho mai avuto la necessità di ottenere ruoli, tutto ciò che ha caratterizzato il mio percorso politico è stato frutto di lavoro sul campo fatto con credibilità, correttezza e dedizione”, dice Petrella.

Mentre noi ci sacrificavamo per costruire – afferma Raimondo – Buffardi, invece, ha avallato la candidatura di chi l’anno scorso abbandonava la barca del PD compromettendo la presenza alle elezioni.
Il risultato? Un’umiliazione elettorale senza precedenti, con numeri da prefisso telefonico, di cui Buffardi è il primo responsabile politico.
La cosa peggiore è il tempismo sospetto di queste dichiarazioni: lo scopo è delegittimare Anastasia Petrella, la figura elettoralmente più forte del centrosinistra castellano, per favorire indirettamente chi teme il confronto democratico.
Mai il nostro circolo era stato prima d’ora esposto all’esterno e sacrificato per rancori e ambizioni personali. Alessandro Buffardi ha il primato anche in questo.
La cosa più triste – conclude la Petrella – è che anziché combattere le parti politiche avverse si tenti di gettare fango sugli esponenti della stessa area, in un momento storico in cui si ha necessità di combattere le destre e in cui si è ampiamente dimostrato che il centrosinistra unito vince.

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