
Un’azienda di Sessa Aurunca che sta lavorando a un contratto pubblico a Mugnano-Calvizzano ha subito una minaccia aperta. Alcuni uomini, con il volto coperto e armati, sono arrivati in moto all’interno del cimitero consortile. Hanno fermato i lavori e seminato il panico tra gli operai impegnati nella costruzione di oltre 200 loculi. “Alzate la mano. Qui non si svolgono attività lavorative”. Ai lavoratori sarebbe stato detto di riferire al capo di sistemarsi prima. Nel frattempo, una donna anziana, cercando di fuggire, è caduta tra le tombe riportando lievi ferite. L’obiettivo del raid era chiaro: ottenere il pagamento del pizzo dalla ditta di Sessa Aurunca vincitrice del contratto. La denuncia presentata dall’azienda ai carabinieri rappresenta una novità in un’area da tempo segnata da minacce e omertà. Gli investigatori stanno ricostruendo i fatti, controllando orari, movimenti e possibili complici locali, ed esaminando le immagini delle telecamere di sicurezza. I lavori sono stati temporaneamente sospesi, ma l’azienda ha ripreso l’attività, seppur lentamente per timore di nuovi episodi. Il contratto, vinto tramite gara pubblica, ha un valore complessivo di circa 372 mila euro e prevede la costruzione di 102 loculi per urne cinerarie e 114 per resti mortali. Il clima nella zona resta teso. Mugnano è storicamente sotto il controllo del clan Amato-Pagano, presente anche a Melito, Arzano e Casavatore. Negli ultimi mesi i conflitti tra fazioni interne hanno provocato attacchi violenti, tra cui incendi dolosi e agguati contro membri della comunità. Gli investigatori ritengono che l’intimidazione all’azienda faccia parte di un piano più ampio per ripristinare il controllo sul territorio.



