
Cade un albero in via Ceccano. È mattina, di lì passano ragazzi e docenti per raggiungere il Liceo Diaz e c’è chi parcheggia l’auto per recarsi al centro. Una città che ha oramai conosciuto il livello più alto di abbandono e degrado. Ed è responsabile la politica che ha portato Caserta al commissariamento. Sarebbe bastato non assecondare le volontà di Marino e della sua giunta, sarebbe bastato un sussulto di onestà per far cadere un’amministrazione che ha funestato Caserta, violentandola con interventi utili solo a chi appaltava agli “amici degli amici” mentre la città andava alla deriva. Sarebbe bastato andare da un notaio ed evitare a Caserta due anni di commissariamento. Invece la maggioranza lo ha sostenuto senza vacillare, l’opposizione in parte si è accordata con Marino e il resto non ha combattuto come avrebbe potuto e dovuto. L’amministrazione è stata salvata anche dall’intervento della senatrice Camusso, che pure conosceva l’entità e la natura delle azioni che, del resto, erano sotto gli occhi di tutti. Ed ecco la città commissariata, mantenuta in coma dalla terna commissariale che è attenta solo alla gestione burocratica e che non nutre alcun sentimento verso la città, nemmeno ne avverte la responsabilità. E tutto pesa sui cittadini, compreso il rischio di morire sotto un albero. A chi si è reso complice di questo scempio dovrebbe restare la vergogna o almeno il pudore di non candidarsi più. Ma se dovessero presentarsi gli stessi personaggi, ricordiamo bene cosa e chi hanno sostenuto. Caserta non è solo vittima, ma anche responsabile di aver votato i suoi carnefici.



