
La richiesta di arresti per il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini sta mettendo in seria difficoltà il centrodestra casertano, proprio mentre si stava lavorando alla costruzione di un grande listone unitario in vista delle elezioni provinciali di marzo. Un progetto che vedeva insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, con l’obiettivo di presentarsi compatti e senza divisioni. La tempistica dell’inchiesta pesa più di ogni altra cosa. L’interrogatorio di garanzia per Zannini è fissato per il 4 febbraio, ma già la settimana successiva dovranno essere presentate le liste. Tempi troppo stretti per sciogliere nodi politici e giudiziari e per capire se e come proseguire il percorso unitario. L’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere riguarda presunti episodi di corruzione e concussione legati a passate gestioni amministrative, con riferimenti anche ai settori sanitario e caseario. Zannini ha già risposto agli inquirenti e attende il confronto formale, ma l’incertezza sta paralizzando le scelte politiche. Il consigliere regionale, eletto con oltre 30mila preferenze in provincia di Caserta, era il principale regista dell’operazione listone e il punto di riferimento nei rapporti con gli amministratori locali.



