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Riapre Sarni
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Rinasce Sarni Teano-Ovest: l’area servizio riapre un mese dopo la tragedia sfiorata

3 mesi fa

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Una quasi ricorrenza l’esplosione senza vittime. Nell’aria il ricordo del boato e molti interrogativi

Quella di oggi è una data da ricordare, per due motivi di cui uno guarda al passato e l’altro al futuro. 23 gennaio 2026, siamo esattamente a un mese di distanza da quella brutta sera del 23 dicembre 2025 quando intorno alle 17, in seguito all’esplosione di una enorme un’autocisterna di Gpl, tamponata sull’A1 e sulla rampa d’ingresso Sarni, un orrendo boato squarciò la quiete di Teano gettando nel panico decine di migliaia di persone nel un vasto territorio circostante.

A questo ricordo si associa però una buona notizia: riapre il punto di sosta e ristoro Sarni – Teano Ovest. Accadrà il 30 di gennaioSi torna operativi prima possibile, senza perdere nemmeno un minuto dall’attimo in cui per i tecnici: è ok, funziona tutto. Quasi a voler dire ai clienti, agli automobilisti, agli autisti dei tir, insomma ai fruitori primari del servizio e agli stessi lavoratori dipendenti a tutti i livelli: «Dove eravamo rimasti?». Si ricomincia, tra l’altro con presenza rafforzata di personale per il turno di notte. Una cautela che, forse, Sarni, farebbe bene a conservare anche per il futuro.

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L’Autogrill, dall’altro lato dell’A1, sulla tratta Napoli-Roma, Teano Est, risulta già operativa dallo scorso 5 gennaio. Ad Est (Roma-Napoli) i danni furono nettamente minori rispetto a Sarni e questo ha reso il ritorno in auge più agevole. Ma c’è una cosa che i due punti di sosta e ristoro condividono in pieno e in senso positivo: non c’è stato bisogno di prolungare ma misura “Fis” – Fondo integrazione salariale – vale a dire la vecchia cassa integrazione con netta riduzione della retribuzione e alla quale, dalla prossima settimana non sarà più necessario accedere nemmeno per i lavoratori Sarni.

Sul caso lavorammo non poco, suscitando l’interesse dell’Ingv. Ma sono ancora tanti gli interrogativi che rimangono nell’aria, in attesa di risposta. Soprattutto quelli relativi all’ammontare dei danni, all’accertamento delle responsabilità, ai motivi prettamente tecnici che resero possibile la “violazione” della cisterna d’acciaio contenente Gpl, un involucro in acciaio “Api” detto “spessorato” a prova di urto e cadute dall’altro e che invece si squarciò in un lato – sicuramente in una zona ibrida ed elettrosaldata – e poi l’innesco dovuto probabilmente all’urto e lo sfregamento tra le lamiere della “bisarca” un autoarticolato destinato al trasporto di veicoli e l’autocisterna.

E poi il tempo intercorso tra l’incendio e l’esplosione circa 40 minuti. E infine la deflagrazione, con l’autocisterna che diventa una vera e propria bomba a mano dove il contenitore ridotto a brandelli di lamiera volano anche a oltre 150 metri di distanza dalla zona calda. E la meraviglia: quella di scoprire che, a parte diverse centinaia di poveri uccelli uccisi dallo spostamento d’aria, non si registrarono vittime umane e nemmeno feriti.    

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