I giudici della Corte d’Appello di Salerno devono decidere sul processo legato al fallimento della Ifil, società che si occupava di consulenza immobiliare e riconducibile a Mario Del Mese. Ieri mattina, durante la requisitoria, il sostituto procuratore generale Giovanna Lerose ha chiesto una condanna a due anni per Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd in Campania, imputato per bancarotta impropria. Richieste di pena anche per gli altri imputati. Due anni e cinque mesi per Luigi Avino ed Emilio Ferraro, un anno e quattro mesi per Valentina Lamberti, mentre per Giuseppe Amato junior è stata chiesta la conferma della condanna a due mesi, in continuazione con una precedente sentenza. Secondo l’accusa, i rapporti con Del Mese dimostrerebbero una partecipazione non dichiarata alla società e la consapevolezza dell’origine delle somme, con l’ipotesi di concorso nella distrazione. Le accuse sono state sempre respinte da De Luca, che ha ribadito di aver pagato biglietti acquistati da Del Mese tramite un’agenzia di viaggi legata alla famiglia Amato, parte con bonifico e parte in contanti. Nel primo processo era stato anche sottolineato che dalle intercettazioni non era emerso un suo coinvolgimento diretto negli affari della Ifil. In primo grado Avino, Ferraro e Lamberti erano stati assolti perché ritenuti senza reali poteri decisionali, attribuiti invece a Del Mese. Dopo le arringhe dei difensori, la Corte d’Appello dovrà ora decidere se confermare le assoluzioni o cambiare il verdetto.

CAMPANIA – Fallimento Ifil, chieste condanne in appello anche per Piero De Luca
0:00
