Dire basta all’odio, alle menzogne e a una gogna mediatica che ha colpito una famiglia già devastata dal dolore. È la decisione presa da Giuseppe e Simonetta Mendico, genitori di Paolo, il ragazzo di 14 anni scomparso e morto l’11 settembre scorso a Santi Cosma e Damiano. Dopo mesi di silenzio e sofferenza, i due genitori hanno scelto di reagire legalmente agli insulti e alle accuse ricevute sui social network. Dalla tragedia, raccontano, “siamo stati bersaglio di migliaia di messaggi offensivi, commenti violenti e ricostruzioni false che hanno finito per “infangare il nostro nome”. Tra le accuse più gravi e infondate, quella secondo cui il padre di Paolo sarebbe stato violento e dipendente dall’alcol: una narrazione che la famiglia respinge con fermezza e che ora sarà oggetto di accertamenti giudiziari. La denuncia non riguarda solo chi ha scritto direttamente gli insulti, ma anche chi li ha rilanciati e amplificati, contribuendo alla diffusione dell’odio online. Un gesto che, spiegano i genitori, non nasce da spirito di vendetta, ma dalla volontà di affermare un principio chiaro: la dignità delle persone non può essere calpestata, nemmeno dietro uno schermo. “Lo facciamo per Paolo – sottolineano – e soprattutto perché nessun altro ragazzo debba sentirsi solo come lui”. Parole che richiamano un dolore profondo, aggravato, secondo la famiglia, da una solidarietà iniziale che si è rapidamente dissolta. Dopo la fiaccolata organizzata in ricordo del figlio, Giuseppe e Simonetta affermano di essere stati lasciati soli, senza il sostegno promesso. Ora la vicenda è al vaglio della magistratura. Restano aperte due inchieste penali: quella della Procura dei Minori di Roma, che indaga su una possibile istigazione al suicidio da parte di quattro coetanei di Paolo, e quella della Procura di Cassino, che procede per istigazione o aiuto al suicidio.

SANTI COSMA E DAMIANO- I genitori di Paolo Mendico insultati sui social: scatta la denuncia contro gli haters, la vicenda è al vaglio della magistratura
0:00
