Oggi: 03 Set, 2026
OLIVIERO FUSCO
OLIVIERO FUSCO

EDITORIALE | SESSA AURUNCA – La tregua armata di OLIVIERO: rimpasto congelato per blindare il “soldato” Fusco alle Provinciali.

7 mesi fa

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Chi passa in questi giorni davanti al Palazzo dell’ex Banca Massicana, potrebbe pensare che tutto scorra liscio. Ma è una calma che inganna. Dietro le porte chiuse si sta consumando una partita a scacchi spietata, dove ogni mossa è pesata al millimetro. Quel rimpasto di giunta, di cui tutti parlavano per “punire” chi non ha spinto a dovere la candidatura del Presidente del Consiglio Regionale uscente, Gennaro Oliviero, è finito in ghiaccio. Non è un atto di clemenza, sia chiaro, è pura strategia. Scatenare un terremoto politico proprio ora, con le Provinciali alle porte, sarebbe un suicidio tattico che nessuno vuole correre. Il cuore della questione è un debito di riconoscenza che Oliviero deve saldare. Il destinatario è il consigliere comunale Antonio Fusco. È stata la candidatura di sua cognata, Maria Sorbo, alle scorse Regionali, a permettere a Oliviero di reggere l’urto in quella Sessa Aurunca che è sempre stata il suo feudo, ma che stavolta ha tremato sotto i colpi del candidato cellolese Giovanni Iovino. Adesso la cambiale è scaduta: Fusco deve essere lanciato e, soprattutto, eletto alle Provinciali a ogni costo. Per farlo, Oliviero sembra disposto a tutto, persino a sacrificare i fedelissimi della prima ora, come l’ex consigliere provinciale di Sant’Arpino, Salvatore Lettera. Il calcolo è lucido, se Oliviero dovesse riuscire a realizzare il suo sogno di un volo verso Roma con una nuova casacca partitica, deve blindare il suo posto in Regione. E Maria Sorbo, prima dei non eletti, è la pedina perfetta da lasciare a presidio del territorio. Per riuscirci, però, serve che il consiglio comunale voti compatto per Fusco. Ecco perché il rimpasto è rimandato a data da destinarsi: in questa fase, ogni singolo voto dei consiglieri di maggioranza è oro colato e non si può rischiare di indispettire nessuno. Eppure, in questa calma apparente, qualcosa si è rotto e il rumore si è sentito forte. Lo dimostra un documento protocollato da quattro consiglieri di maggioranza: Vernile, Brasile, Di Pasquale e Gagliardo. I quattro hanno chiesto ufficialmente al sindaco Lorenzo Di Iorio di aderire alla rottamazione dei tributi comunali. È un gesto che rompe i soliti schemi, perché di norma la maggioranza discute nelle stanze dei bottoni, non scrive lettere formali al proprio sindaco. È un segnale di indipendenza chiarissimo. C’è un pezzo di maggioranza che ha iniziato a muoversi fuori dai binari, stanco di aspettare ordini dall’alto. La tregua è solo di facciata, subito dopo le Provinciali, il “redde rationem” sarà inevitabile.

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